Covo, uccide il coinquilino a coltellate e sparisce: la fuga del ricercato finisce in Svizzera

La corsa dell’assassino è stata fermata martedì sera con l’arresto avvenuto in terreno elvetico

Covo, carabinieri nel luogo dell'omicidio e nel riquadro Ahmad Sajid la vittima 29enne

Covo, carabinieri nel luogo dell'omicidio e nel riquadro Ahmad Sajid la vittima 29enne

COVO (Bergamo) – Il cerchio si stava stringendo, fino ad arrivare all’inevitabile cattura. Aveva le ore contate Khadim Hussain, il pakistano di trent’anni sul quale da domenica si sono concentrate le attenzioni e i sospetti dei carabinieri della Compagnia di Treviglio e dei colleghi del Nucleo investigativo di Bergamo, coordinati dal pubblico ministero Giampiero Golluccio, titolare del fascicolo. Kadim Hussain è uno dei coinquilini che dividevano l’appartamento di via Pradone, a Covo, dove domenica al culmine di una lite è stato ucciso con due fendenti Sajid Ahmad, 29 anni, pakistano come il ricercato. Oltre a loro due, nell’appartamento abitavano un paio di altri connazionali.

Testimoni hanno raccontato di un diverbio intorno all’ora di pranzo, e di aver visto subito dopo Hussain salire in auto e allontanarsi a tutta velocità, rendendosi irreperibile. Però nel frattempo il trentenne sarebbe stato localizzato. Gli investigatori hanno ricostruito i suoi spostamenti. Per la fuga potrebbe aver contato sull’appoggio di qualche connazionale. Sono aspetti che andranno chiariti. Così come il movente da cui è scaturito il violento litigio finito nel sangue. Si ipotizza una questione di soldi, ma non si può escludere altro.

Sajid Ahmad non viveva da molto in quell’appartamento di via Pradone, palazzina al civico 2. Risultava ancora residente in Calabria, al Centro di accoglienza per richiedenti asilo di Isola Capo Rizzuto. In Italia non aveva parenti e per questo motivo gli inquirenti hanno dovuto contattare i familiari che vivono in Pakistan.

La salma del 29enne si trova nella camera mortuaria del Papa Giovanni XXIII, dove verrà eseguita l’autopsia. L’accertamento dovrà stabilire l’esatto numero di coltellate ricevute – a un esame esterno se ne sono contate un paio importanti – e in secondo luogo anche l’ora dell’omicidio.

A caldo si era parlato di domenica nel tardo pomeriggio, quando è stato scoperto il cadavere nell’appartamento. Ma l’ora potrebbe essere spostata indietro di parecchio, un particolare tutt’altro che secondario anche perché quelle ore avrebbero permesso al presunto autore del delitto di guadagnare tempo nella fuga da Covo prima dell’arrivo delle forze dell’ordine.

Le ricerche del trentenne pakistano erano state estese, oltre che nella Bergamasca, anche nel Bresciano, nel Cremonese e nel Milanese, senza però escludere la pista estera. Ed è stata proprio quest’ultima la pista vincente: Hussain è stato infatti arrestato in Svizzera nella tarda serata di martedì

Sajid Ahamad non aveva precedenti, e anche lui come altri connazionali aveva raggiunto la Bergamasca in cerca di un lavoro. Ultimamente era impiegato come addetto al confezionamento in una ditta del Milanese. Molti stranieri, connazionali della vittima, sono impiegati nella logistica. Condividono la stessa casa per risparmiare sull’affitto. La palazzina al civico 2 ha sette alloggi, gli altri sono occupati da famiglie.