Cosa fare in caso di molestie sugli autobus: dalla lettera di una liceale parte una campagna per le donne

Iniziativa di sensibilizzazione nata dalla lettera di Marta, una studentessa di Bergamo: "Non so come reagire". L’azienda di trasporti pubblica un “manuale“ per le vittime e i testimoni. "Denunciate sempre"

Si chiama "Marta" la campagna di sensibilizzazione contro molestie e atti di violenza sessuale sui mezzi pubblici

Si chiama "Marta" la campagna di sensibilizzazione contro molestie e atti di violenza sessuale sui mezzi pubblici

Se succede: sai che fare? Se subisci una molestia sessuale sul bus verso la scuola, se vieni palpeggiato, o discriminato, se sei vittima di ingiurie, provocazioni verbali o insulti razzisti, sai come affrontare la situazione? "È normale non sapere come comportarsi o reagire", è la prima rassicurazione. Un consiglio, allora: mantieni la calma, chiedi aiuto, avvisa l’autista. E denuncia: sempre.

Si chiama "Marta" la campagna di sensibilizzazione contro molestie e atti di violenza sessuale sui mezzi pubblici promossa dall’Agenzia del trasporto di Bergamo e provincia (Tpl). Obiettivo: "Tenere alta la guardia su un fenomeno che purtroppo esiste, anche se di dati sulla sua diffusione non ce ne sono". E che va contrastato con forza e consapevolezza. Di qui il vademecum: un piccolo ed efficace manuale di pronto intervento.

Il vademecum
Il vademecum

Perché Marta? Si parte da una data: novembre 2022. Una studentessa di Bergamo, liceale del Lussana, viene molestata da uno sconosciuto sull’autobus che la accompagna a scuola. "Un episodio che l’ha turbata al punto da costringerla a scendere dal pullman prima di arrivare a destinazione". La ragazza si chiama Marta. Dopo quella mattinata da incubo scrive una lettera in cui esprime il suo enorme disagio e invoca il soccorso delle istituzioni.

"Mi ha colpito che chiedesse cose precise", spiega la presidente del Tpl bergamasco, Angela Ceresoli: "Più controlli, informazioni dirette agli autisti e consigli su come comportarsi". Ceresoli legge la lettera-appello e avvia immediatamente le procedure per realizzare il progetto in collaborazione con Comune, Provincia, Regione Lombardia.

La campagna, attraverso una serie di semplici regole, mira a raggiungere i passeggeri degli autobus e a fornire consigli su come comportarsi nel caso ci si ritrovasse a essere vittime o testimoni di aggressioni, molestie o atti di violenza di gruppo. Presto sarà attivata un’applicazione online alla quale ci si potrà registrare per inviare segnalazioni. Sarà una piattaforma a disposizione dei viaggiatori e, nel tempo, diventerà l’incubatore per costruire un Osservatorio provinciale sul fenomeno, da condividere con le forze dell’ordine.

Nei prossimi giorni le locandine del progetto "Marta" saranno visibili sugli autobus e attraverso un codice Qr sarà possibile scaricare i vademecum con i consigli preparati insieme alle forze di polizia e alla Prefettura. Sono stati stilati due “libretti“. Suggerimenti base. E allora. In caso di una molestia sessuale la vittima viene invitata a stare calma, a spostarsi in un posto sicuro, magari più affollato o vicino al conducente, a chiedere aiuto e a memorizzare i dettagli che potrebbero essere utili all’identificazione del responsabile.

Il consiglio è anche quello di parlare, condividere, raccontare l’accaduto in famiglia o agli amici, e fare denunciarlo alle forze dell’ordine chiamando il 1522, il numero gratuito, attivo 24 ore su 24, che aiuta le vittime di violenza e di stalking.

I testimoni, invece, sono invitati a "non fare finta di niente", a non voltarsi dall’altra parte. Il “manuale“ prevede che avvisino l’autista, sostenendo la vittima, e allertino le forze dell’ordine (meglio se dopo aver “memorizzato“ l’accaduto): una descrizione precisa del molestatore o una foto scattata con il cellulare possono rivelarsi fondamentali per il lavoro delle forze dell’ordine.

“Da Marta mi è arrivata una precisa richiesta di aiuto – spiega ancora Ceresoli – Da qui l’esigenza di fornire una risposta chiara, L’obiettivo è sensibilizzare gli utenti al rispetto dei passeggeri, ragionando sul fatto che il trasporto pubblico è un bene collettivo di cui è necessario prendersi cura, a partire dalle persone". L’assessore regionale ai Trasporti, Franco Lucente, si è impegnato a esportare il progetto anche nelle altre province. Il codice Marta.