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7 mar 2020
francesco donadoni
Cronaca
7 mar 2020

Coronavirus, nella Bergamasca zona rossa di polemiche

Da giorni se ne parla, ma la decisione ancora non c’è. In Lombardia la crescita dei casi, decessi a quota 135

7 mar 2020
francesco donadoni
Cronaca
CORONA VIRUS POSTI DI BLOCCO CON CONTROLLI E DIVIETO D ACCESSO ALL AREA ROSSA FOCOLARE ZONA CODOGNO CORONAVIRUS MASCHERINA MASCHERINE EMERGENZA SANITARIA SANITARIE ANTI CONTAGIO ANTICONTAGIO ANTIVIRUS
COVID 19 COVID19
CORONA VIRUS PAURA ALLARME
 MILITARI ESERCITO SOLDATI
Controlli ai varchi della zona rossa nel Lodigiano
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CORONA VIRUS PAURA ALLARME
 MILITARI ESERCITO SOLDATI
Controlli ai varchi della zona rossa nel Lodigiano

Bergamo, 7 marzo 2020 -  Con 2.612 casi di contagio da coronavirus registrati ufficialmente in Lombardia all’ultimo censimento della Regione, l’aumento complessivo è di 361 unità. Tante, sicuramente troppe per non lasciare in crisi il sistema sanitario e degli ospedali, ma meno dello scenario peggiore che si paventava. Di quest’aumento un po’ meno di un terzo è concentrato nella Bergamasca, un dato che è addirittura che nel Lodigiano, dove si passa da 658 a 739 malati. È qui la misura delle difficoltà che si vivono nell’area, acuite da giorni di incertezze sulla possibile, probabile, invocata istituzione di una ulteriore zona rossa tra Alzano Lombardo (35 casi e due deceduti) e Nembro (71 casi e cinque vittime) per contrastare il diffondere del Covid-19. E se ne parla da oltre una settimana. Voci, smentite, fake news che invadono i social, poi dichiarazioni aperte e pubbliche dei politici e dei vertici dell’Istituto di Sanità. Ma ancora nessuna scelta. E ieri è passata un’altra giornata nel limbo, in attesa di una decisione che slitta. Si vive sui carboni ardenti, come ha dichiarato il primo cittadino di Nembro, Claudio Cancelli, contagiato e già guarito, ma ancora in quarantena, e in contatto via skype con i suoi assessori e il personale degli uffici comunali per costituire una "unità di crisi".

«Stiamo predisponendo gli elenchi dei volontari che comprende anche quelli già operativi e altri che si sono fatti avanti per dare una mano per i servizi essenziali ai cittadini. E lo stesso vale per l’assistenza domiciliare. Una fase organizzativa per un evento che non sappiamo quando e se come avverrà". Sulla stessa lunghezza d’onda anche il sindaco di Alzano Lombardo, altro comune della media Valle Seriana nel mirino della zona rossa. Il primo cittadino Camillo Bertocchi assieme alla giunta si sta attrezzando per dare forma al Coc, il centro operativo comunale "e stiamo individuano le varie mansioni. Il personale al centralino viene formato per dare le risposte ai quesiti fondamentali. La gente è spaventata dal coronavirus, quando una cosa non si conosce fa più paura. Comunque siamo pronti d affrontare tutto". In attesa di notizie, quella di ieri è stata un’altra lunga giornata per la cittadinanza di Alzano Lombardo e Nembro. La vita scorre nella normalità, qualcuno per strada, chi con la mascherina e chi senza. Pochi i negozi aperti, un clima surreale dove il suono delle sirene sta diventando una costante. La gente, quella che si vede in giro, è smarrita. Ma c’è anche un aspetto economico da non sottovalutare. Una eventuale zona rossa coinvolgerebbe circa 376 aziende, per circa 3.700 dipendenti per complessivi 680 milioni di euro l’anno di fatturato. Dati forniti da Confindustria Bergamo per le aziende manifatturiere-industriali, comprendendo non solo quelle associate. Tra le aziende si possono citare le Cartiere Pigna, la Persico Group (nota per gli scafi per Luna Rossa) oppure Polini motori. 

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