Bergamo, 29 maggio 2020 - Dopo l'assessore al Welfare di Regione Lombardia, Giulio Gallera, è stato il turno del governatore Attilio Fontana, che è stato sentito in Procura a Bergamo come persona informata sui fatti nell'inchiesta sull'ospedale di Alzano, sulla 'mancata' zona rossa e sulle persone morte nelle Rsa. L'audizione è durata poco meno di due ore.

Verso le 12.30, Fontana ha lasciato l'edificio presidiato dalle forze dell'ordine, con agenti del reparto mobile della questura in tenuta antisommossa per tenere a distanza i manifestanti, tra cui alcuni sindacalisti e alcuni antagonisti, che gli hanno rivolto grida come "dimettiti" e "vergognati". Da Palazzo Lomardia hanno fatto sapere che l'audizione, durata poco meno di due ore, si è svolta in un "clima collaborativo".

Bergamo, protesta contro Attilio Fontana (Foto De Pascale)

All'esterno della Procura, durante la mattinata, si era infatti tenuto un presidio per protestare contro la gestione dell'emergenza coronavirus. Un gruppo di cittadini composto da poche decine di persone, con anche alcuni sindacalisti, aveva srotolato uno striscione bianco con scritto "Fontana, Bergamo non dimentica" e un insulto in rosso. Con un altro cartello sono stati contestati anche gli industriali lombardi: "Confindustria. No zona rossa in Valseriana. Tranquilli ci ha pensato Fontana", si legge. Nel mirino della protesta anche l'assessore regionale al Welfare Giulio Gallera e Stefano Scaglia, presidente della Confindustria di Bergamo. Un manifestante con un megafono ha spieganto i motivi della protesta: "15mila morti in Lombardia, non ci dimenticheremo di questa strage".

"E' indegno convocare Fontana in Procura, da cittadino preferirei che il mio governatore fosse in ufficio a risolvere i tanti problemi che ci sono e non a ripetere le stesse cose dette tante volte in Procura a Bergamo. Io chiedo se hanno convocato in procura il premier? Giustamente no ma allora lascino lavorare anche i governatori", si è sfogato così Matteo Salvini in diretta a Rainews 24.