Quotidiano Nazionale logo
Quotidiano Nazionale logo
il Giorno logo
16 mar 2020
valentina bertuccio d'angelo
Cronaca
16 mar 2020

Coronavirus, Bergamo come in guerra: ecco i medici militari

Zona rossa negata: ogni giorno sette pazienti intubati. Tamponi esauriti e impianti crematori al collasso, in tilt anche le pompe funebri

16 mar 2020
valentina bertuccio d'angelo
Cronaca
Sconforto, impotenza, stanchezza e paura ma anche tanta forza e il coraggio che si infondono l'un con l'altro convinti di farcela, di vedere la fine di questa emergenza salvando il pi� possibile vite umane. Sono questi i sentimenti degli infermieri del reparto di terapia intensiva dell'ospedale di Cremona, dove da oramai tre settimane si sta lottando contro il tempo per curare i pazienti in gravi condizioni per il Coronavirus: mai un riposo, ogni giorno in "trincea".
ANSA/UFFICIO STAMPA OSPEDALE CREMONA
Emergenza coronavirus
Sconforto, impotenza, stanchezza e paura ma anche tanta forza e il coraggio che si infondono l'un con l'altro convinti di farcela, di vedere la fine di questa emergenza salvando il pi� possibile vite umane. Sono questi i sentimenti degli infermieri del reparto di terapia intensiva dell'ospedale di Cremona, dove da oramai tre settimane si sta lottando contro il tempo per curare i pazienti in gravi condizioni per il Coronavirus: mai un riposo, ogni giorno in "trincea".
ANSA/UFFICIO STAMPA OSPEDALE CREMONA
Emergenza coronavirus

Bergamo, 16 marzo 2020 - «In considerazione dell’elevato numero di decessi di questi giorni e delle numerose richieste di cremazione che i forni crematori non riescono a soddisfare, la prefettura rivolge ai sindaci l’invito a sensibilizzare i parenti dei defunti a optare per le sepolture nei loculi ». Se servisse – e non serve – una prova in più dell ’inferno che sta vivendo la provincia di Bergamo , eccola qui. Il forno crematorio del capoluogo non riesce a star dietro alla richiesta, nella chiesa del cimitero monumentale di Bergamo ci sono almeno 40 bare accatastate dove c’erano i banchi, in attesa di una degna sepoltura dopo una fine lontana da tutti gli affetti e privata pure del funerale. Saltano tutte le consuetudini e le regole: per chi muore in ospedale la constatazione di morte si fa direttamente al camposanto. Per chi muore in casa, bisogna trovare un dottore attrezzato o coraggioso che venga e firmi. Quasi un centinaio di medici di famiglia sono stati contagiati . Chi resiste al suo posto nel suo studio, disinfetta tutto da cima a fondo dopo ogni visita. Pavimento compreso. E anche le pompe funebri sono al limite, con gli operatori che lamentano la mancanza di protezioni.

Cronache dalla provincia con più contagiati d’Italia : ieri la triste conta quotidiana fatta dall’ assessore regionale al Welfare Giulio Gallera parlava di 3.416 contagiati, 552 in più rispetto a sabato. E sono solo quelli a cui si è potuto fare il tampone. Perché, dramma nel dramma, i tamponi sarebbero esauriti : così si sentono rispondere i sindaci della zona. Eppure siamo a due passi da Alzano Lombardo e Nembro . Qui, peraltro, nelle ultime due settimane hanno avuto un numero di morti (70) che è più della metà di quelli che si registrano in un anno intero.

La conta di chi non ce l’ha fatta, nella Bergamasca, è ferma a due giorni fa, quasi duecento. Mentre le città e i paesi sono deserti, i cimiteri scoppiano e gli ospedali non ce la fanno più. «Intubiamo in Terapia intensiva anche più di sette persone al giorno e lavoriamo senza sosta – dice Ivano Riva , anestesista e rianimatore all’ Ospedale Giovanni XXIII e vice presidente dell’Associazione degli anestesisti rianimatori ospedalieri italiani Aaroi-Emac Lombardia –. Se il trend dell’epidemia continuerà con questo ritmo, Bergamo reggerà ancora per pochissimo: gli ospedali sono saturi e anche i posti in Regione Lombardia si stanno esaurendo».

È un bollettino di guerra. Non per niente ieri in serata sono iniziati ad arrivare i venti medici militari annunciati dal ministro della Difesa Lorenzo Guerini per dare supporto al Papa Giovanni XXIII. La decisione di Guerini è arrivata dopo la richiesta del premier Conte , che ieri ha sentito telefonicamente il direttore generale dell’Asst Papa Giovanni XXIII di Bergamo, Maria Beatrice Stasi . Intanto, anche l’Atalanta corre ai ripari, confermando «l’isolamento domiciliare fino al 24 marzo per giocatori e staff» dopo la positività riscontrata tra alcuni giocatori e componenti lo staff tecnico del Valencia. E una donazione di 100mila euro è arrivata dal colosso Italcementi.

Infine i sindaci , simbolo dello Stato, in trincea da giorni: chi non si ammala, fa la spola tra casa e municipio. Tengono sotto controllo la situazione, ricevono le chiamate allarmate dei concittadini. Solo da venerdì, però, hanno potuto sapere chi, nel proprio Comune, risultava tra i contagiati del bollettino serale. «Riceviamo un file criptato su una mail dedicata solo a questo – spiega il primo cittadino di Torre de’ Roveri –. Almeno adesso sappiamo come muoverci, anche se a dire il vero i dati che ci arrivano non sono nemmeno aggiornati. L’ultimo bollettino che ho ricevuto conteneva il nome di un 75enne morto mercoledì».
 

© Riproduzione riservata

Iscriviti alla newsletter.

Il modo più facile per rimanere sempre aggiornati

Hai già un account?