Va a funghi con il marito, cade e precipita in un burrone: morta donna di 71 anni

L’ennesima tragedia oggi, a Mezzoldo in provincia di Bergamo

L'intervento del  Soccorso alpino a Mezzoldo
L'intervento del Soccorso alpino a Mezzoldo

Mezzoldo (Bergamo) - Ancora un morto in montagna mentre va alla ricerca di funghi.

Una donna di 71 anni ha perso la vita precipitando da un luogo impervio mentre stava raccogliendo fughi. E' successo nel pomeriggio, attorno alle 14,30 a Mezzoldo, in provincia di Bergamo.

A funghi con il marito

Una donna  era uscita in mattinata con il marito per andare in cerca di funghi e poi si sono divisi con l'accordo di ritrovarsi al parcheggio  dell'auto poco prima di mezzogiorno. Quando il marito è arrivato sul posto, però non l'ha trovata; ha cercato di contattarla più volte al telefono, senza riuscirci. Così è sceso al rifugio più vicino e ha chiesto aiuto.

I soccorsi

La centrale soccorsi di Soreu ha allertato la delegazione orobica del Cnsas-soccorso alpino e i vigili del fuoco, che sono intervenuti anche con l'elicottero. E poco dopo la donna è stata ritrovata.

Sul posto è arrivato l'elisoccorso di Bergamo di Areu-Agenzia regionale emergenza urgenza; il medico non ha potuto fare altro che constatare il decesso e la salma è stata portata a terra. L'intervento dei soccorritori è finito nel tardo pomeriggio, con il rientro delle squadre alla base.

I precedenti

Solo pochi giorni orsono un cercatore di funghi è morto precipitando in un burrone per un centinaio di metri sul Monte Muggio, tra l’Alpe Camaggiore e il rifugio Ragno. La vittima è Giacomino Lazzari, abitava  ad Alserio, provincia di Como. Giacomino Lazzari, direttore di 62 anni alle Poste, era nato e cresciuto a Vendrogno di Bellano e aveva una baita all’Alpe Chiaro.

Nella sola Valsassina in una settimana, sono stati quattro gli incidenti con protagonisti i fungaioli, uno dei quali appunto morto.  Tutti e quattro erano da soli, in zone dove non c’è segnale, in posti pericolosi.

I consigli dell’esperto

"Sta diventando un problema sociale – aveva avvisato seriamente preoccupato Alessandro Spada, capostazione del Soccorso alpino Valsassinese -. Ci vogliono calzature adatte, con una buona presa sul terreno, non stivali di gomma. Bisogna andare in posti che si conoscono bene, possibilmente non da soli o comunque lasciando detto dove si ha intenzione di arrivare. Nello zaino occorre infilare anche una torcia e un fischietto per chiedere aiuto. E ci vuole buon senso".

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