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15 lug 2022
15 lug 2022

Abbeveratoi a secco in quota Sos dagli allevatori in alpeggio

15 lug 2022
Mandrie in difficoltà sugli alpeggi
Mandrie in difficoltà sugli alpeggi
Mandrie in difficoltà sugli alpeggi
Mandrie in difficoltà sugli alpeggi
Mandrie in difficoltà sugli alpeggi
Mandrie in difficoltà sugli alpeggi

Una task force per salvare gli allevatori che, saliti agli alpeggi, si ritrovano a dover fare i conti con le pozze di abbeverata degli animali in secca, causa carenza di piogge persistente e della relativa siccità. È l’iniziativa della Cm Valle Brembana che in pochi giorni ha ricevuto 10 segnalazioni di alpeggiatori che hanno problemi nell’approvvigionamento di acqua per i propri bovini e ovini: le richieste sono arrivate soprattutto dalla Valle Taleggio, da Oltre il Colle, Serina, Mezzoldo, Moio de’ Calvi e San Giovanni Bianco. Per questo 6 volontari del gruppo intercomunale di Protezione civile della Comunità montana Valle Brembana, con la collaborazione dei Vigili del fuoco, la task force a cui si è accennato all’inizio, si sono attivati per fornire supporto ad alcuni alpeggiatori in difficoltà. Solitamente in quota si utilizzano le pozze di abbeverata, che in questo momento, però, sono secche. In questi giorni, dalle 8 alle 15, i volontari portano l’acqua in 2 alpeggi in Valle Taleggio, prelevandola da un torrente a valle, riempiendo le taniche che poi portano in quota con l’utilizzo di due mezzi fuoristrada. "Gli interventi di aiuto agli alpeggiatori continueranno nei prossimi giorni - spiega Jonathan Lobati, presidente della Comunità montana Valle Brembana -. Abbiamo chiesto supporto a Vf e Regione per le prossime azioni e la disponibilità a fornirci ulteriori mezzi per coprire gli interventi, per aiutare anche gli altri alpeggiatori che ci hanno segnalato criticità. Aspettiamo risposte soprattutto per avere mezzi aerei con i quali poter raggiungere gli alpeggi più isolati". "Si tratta - prosegue Lobati - di interventi importanti perchè per la montagna è importante che gli alpeggiatori proseguano a far pascolare gli animali, anche per un discorso di prevenzione incendi. Perchè se non pascolano, l’anno prossimo a marzo ci sarà il terreno fertile per i roghi". Michele Andreucci

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