Jerago con Orago (Varese), 5 novembre 2017 - Partirà in sella alla sua Vespa e attraverserà mezza Europa per beneficenza. Alessandro Pozzi ha 35 anni, abita a Jerago con Orago ed è un agente di commercio. Collezionista e appassionato di vespe d’epoca, ha deciso di mettersi in viaggio nel 2018 per aiutare il Centro Maria Letizia Verga di Monza a raccogliere fondi per finanziare l’acquisto di un “sequenziatore”, uno strumento che permette un’analisi approfondita nei pazienti pediatrici con leucemia linfoblastica acuta. Pozzi partirà nell’estate del 2018 ed è al suo secondo viaggio di beneficenza.

Com’è nata l’iniziativa?

"L’idea è nata l’anno scorso. Sono un collezionista di Vespe d’epoca, dal 1949 al ’65, e ho cercato di unire questa passione con l’aiuto a chi ne ha bisogno. Nel 2017 sono partito da Varese e in sei giorni sono arrivato alla casa di Babbo Natale in Finlandia con una vespa del ’58, ho fatto più di 7.400 chilometri. Le Vespe hanno ruote da 8 pollici, quelle che si applicavano sulle carriole, non sono comodissime per viaggi così lunghi".

Come pianifica?

"Decido che percorso fare con un anno di anticipo e poi per tutto l’anno vado ad eventi e conferenze, portando dietro la Vespa e un messaggio di beneficenza. La raccolta fondi avviene prima del viaggio, che faccio totalmente da solo ed è completamente finanziato da me".

Il progetto dell’anno prossimo in che cosa consiste?

"È stato messo a punto con il comitato Maria Letizia Verga di Monza, anche se tutto è partito dalla sezione del comitato di Sumirago. Abbiamo il patrocinio della Regione e della Federazione motociclistica, oltre al Comune di Sumirago. È un comitato nato da genitori di bambini che hanno avuto la leucemia. Lo scopo dell’iniziativa è una raccolta fondi per un sequenziatore, che si trova già all’ospedale San Gerardo di Monza e che bisogna finire di pagare".

Di che strumento si tratta?

"È un macchinario che scova la leucemia nei bambini, riuscendo a scindere Rna e Dna e a trovare le cellule malate. È l’unico che c’è in Italia, un altro è a Tel Aviv. La raccolta fondi è già partita".

E la sua “compagna” di viaggio?

"È una Vespa di nome Gaspare, è il nome che le hanno dato i bambini. È anche il nome di un pupazzo-cellula che danno ai bambini che entrano in chemioterapia. La Vespa è un modello VNB3, del 1962. L’ho comprata a Forlì un anno fa, mi piaceva molto. È ancora nello stato in cui è stata costruita, ha un po’ di ruggine superficiale: non la rifarò, cambierò solo alcuni pezzi per la sicurezza. È grigio chiaro e l’ho pagata poco più di duemila euro. Adesso l’abbiamo smontata perché va preparata per un viaggio così lungo, altrimenti non regge. Nasce per piccoli spostamenti nei paesi non certo per viaggiare".

Quale sarà il percorso?

"Partirò l’8 agosto dell’anno prossimo e tornerò dopo una ventina di giorni. Il viaggio avrà inizio da Monza e attraverserò Italia, Svizzera, Germania, Paesi Bassi, Repubblica Ceca, Polonia, Ucraina, Romania, Ungheria, Serbia, Macedonia, Albania, Montenegro, Bosnia e Croazia. Farò più di 8.000 chilometri in quattordici giorni".