Saronno (Varese), 10 ottobre 2017 - Gli spillavano soldi con un ricatto per motivi sessuali. Le accuse di estorsione, rapina e lesioni personali ai danni di un sacerdote del Saronnese hanno fatto scattare le manette ai polsi di due stranieri, un marocchino ed un tunisino, che per un certo periodo sarebbero stati ospiti nella casa del religioso. Nel maggio scorso il prete si è presentato in caserma dopo aver subito un’aggressione da parte di un marocchino. Provato dal peso della vicenda, più che dal male fisico, e sostenuto dai militari che hanno mostrato molta sensibilità e tatto nel gestire la delicata questione, il religioso ha ammesso di essere vittima da tre anni di estorsione da parte di due stranieri ai quali nel corso degli anni aveva avuto modo di offrire assistenza.

Una conoscenza che, secondo gli investigatori, sarebbe arrivata a comprendere anche incontri intimi. All’inizio il sacerdote avrebbe dato ai ragazzi denaro di sua volontà, senza però calmarne la “fame”. Tanto che i due avrebbero iniziato a ricattarlo chiedendogli altri soldi, minacciando di rivelare vicende potenzialmente lesive della sua dignità. Partendo dal racconto del religioso i militari hanno ricostruito la vicenda iniziata nel 2014. In tre anni i due avrebbero estorto al religioso oltre 11mila euro. Il prete ha smesso di pagare e i due l’hanno aggredito. L’indagine dei carabinieri ha portato, tramite pedinamenti, analisi della documentazione bancaria, controlli di telefonini e computer compresi quelli in uso al sacerdote, a identificare i due stranieri. Una ricostruzione che ha convinto il Gip a emettere a carico dei due nordafricani un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. Una terza persona è indagata.