Seregno (Monza), 5 Ottobre 2017 - La Procura generale rinuncia all'appello in zona Cesarini e per Luca Talice è assoluzione definitiva dall'infamante accusa a sfondo sessuale.
L'ex consigliere comunale della Lega Nord di Seregno e sospeso assessore alla Provincia di Monza era stato denunciato da una ragazza e un ragazzo ex Giovani Padani poi consiglieri comunali indipendenti al Comune di Seregno, che sostenevano di essere stati costretti ad abusi sessuali dalle pressioni psicologiche di Talice.

Nel 2013 il Tribunale di Monza lo aveva invece assolto "perchè il fatto non sussiste" dalle accuse contestate. A presentare il ricorso davanti alla Corte d'Appello di Milano (fissato dopo 4 anni dalla sentenza di primo grado) è stata la Procura di Monza, che aveva chiesto la condanna di Talice a 9 anni per violenza sessuale aggravata e atti osceni in luogo pubblico. Il ricorso era solo per l'accusa di atti osceni per la presunta vicenda degli atti sessuali con la ex Giovane Padana di Seregno nella cabina delle fototessere del Comune seregnese, in quanto l'assoluzione per violenza sessuale, a dire della pubblica accusa, era avvenuta per la querela presentata tardivamente ma, in caso di condanna per gli atti osceni, avrebbe potuto risultare sussistente anche quella di violenza all'interno della cabina stessa.

Una questione che non si poneva proprio per i difensori di Talice, gli avvocati Luigi Peronetti e Francesca Crippa, secondo cui l'assoluzione era con formula piena perchè era stato dimostrato che la ricostruzione fatta dalla denunciante non risultava credibile. In più, nel frattempo, quello di atti osceni in luogo pubblico non è più ritenuto dalla legge un reato penale, mentre anche l'eventuale sanzione amministrativa prevista era a rischio prescrizione. Fatto sta che al processo di appello la Procura generale ha prima chiesto la improcedibilità per depenalizzazione e poi ha proprio rinunciato all'appello nei confronti dell'imputato. "Sono contento che dopo 6 anni sia tutto finito" - ha dichiarato Luca Talice, che ha sempre denunciato di essere stato vittima di un complotto ordito da alcuni politici seregnesi per far fuori l'ex assessore provinciale perchè si opponeva al Piano di governo del territorio selvaggiamente urbanizzato.