Inveruno (Milano), 9 novembre 2017 – Una delle fiere agricole più antiche della Lombardia, quella di San Martino ad Inveruno, si appresta da sabato a vivere l’edizione numero 410 nel segno della custodia della biodiversità. E’ una fiera che sta lentamente cambiando volto per adeguarsi alle nuove sfide lanciate al mondo agricolo, in continua trasformazione. Due i poli attorno ai quali si svilupperà la fiera, quello tradizionale tra il viale Piemonte e le vie Manzoni e Liguria, e quello di più recente attivazione a Furato, il padiglione Villoresi (raggiungibile col bus navetta). Nel padiglione di via Piemonte sono esposti gli animali delle razze da allevamento a limitata diffusione e a rischio di estinzione, e le razze ovocaprine. Nell’area espositiva di via Manzoni e via Liguria ci saranno gli stand commerciali al coperto, la mostra di coniglicoltura, gli stand di Campagna Amica della Coldiretti e dei produttori del Parco del Ticino. Al padiglione Villoresi nei tre giorni della fiera ci saranno le aziende di prodotti biologici, della filiera corta e delle eccellenze gastronomiche locali e territoriali.

Per la Comunità Europea quando il numero di fattrici non supera i 7.500 capi significa che la razza è in pericolo. Significa che se non verrà sostenuta, seguita dagli allevatori, quella razza col passare degli anni andrà estinta. E molte razze da allevamento italiane si sono già estinte. Nel padiglione delle biodiversità se ne potranno vedere diverse. Ad esempio la vacca Varzese, l’unica razza autoctona della Lombardia, che conta 295 capi iscritti al registro anagrafico (erano ben 40mila capi negli anni ’60). Le altre razze bovine in estinzione sono la Cabannina (solo 241 capi), la Razzetta d’Oropa, la Valdostana pezzata nera-castana e la pezzata rossa, la Modenese (a bianca della Val Padana), la Reggiana.

Non è invece a rischio estinzione, per ora, la Frisona, preferita perché è la vacca con la più alta produzione di latte al mondo. Fra gli ovini sono ritenute razze in via di estinzione la pecora Brianzola, la capra Orobica, quella bionda dell’Adamello. A rischio di estinzione ci sono anche diverse razze di conigli come il grigio di Carmagnola, l’ariete inglese, il coniglio d’angora, il leprino di Viterbo. E poi ancora il cavallo Avelignese, l’asinello dell’Amiata. Anche alcune razze di galline corrono questo rischio: la gallina della ritirata, la bionda piemontese, il pollo livornese e la faraona camosciata. Solo queste ultime non saranno esposte in fiera, per l’infezione di aviaria. La gallina della ritirata è tipica della zona. E’ citata nei documenti della Battaglia di Magenta. Si tratta di polli maculati in dotazione all’Esercito francese. Dopo la battaglia gli eserciti se ne andarono. I polli però rimasero e si diffusero in tutte le cascine del sud ovest milanese.