Lecco, 22 marzo 2017 – In provincia di Lecco nel settore degli autotrasporti lavorano direttamente quasi 4mila persone, poco meno del 2% dei 236mila addetti del comparto di tutta la Lombardia. Coloro che si occupano della costruzione e della fabbricazione dei mezzi pesanti o dei relativi rimorchi sono 945, 369 della realizzazione di altri veicoli, 2.099 2.099 del trasporto terrestre, 503 della logistica, tre dei servizi di supporto. Operano i 651 imprese, che rappresentano il 2,5% delle realtà imprenditoriali del settore a livello regionale.

Gli autotrasportatori lecchesi però stanno affrontando una grave crisi. Nel 2016 rispetto al 2015 il numero degli addetti è calato quasi del 5%, oltre 300 unità in meno. La mannaia della disoccupazione ha colpito soprattutto chi lavorava nei magazzini e nell'attività di supporto. Anche il numero delle imprese è diminuito del 3,5%, con una ventina che hanno chiuso i battenti. Il blocco della concessione delle autorizzazioni per i tir dopo il disastro del crollo del cavalcavia di Annone Brianza non aiuta a invertire la tendenza, come non giova il divieto di transito su molti ponti, sempre in seguito al collasso del viadotto di Annone. Anche per questo i camionisti sabato scorso hanno invaso Lecco con il loro bestioni della strada.

Eppure il comparto resta strategico, genera complessivamente in ambito lombardo 40 miliardi di euro di fatturato, tanto quanto quello del settore in Piemonte e Lazio insieme. Secondo le elaborazione degli esperti della Camera di commercio di Milano “il settore resta stabile per imprese, ma gli addetti crescono del 3%, sono 6 mila in più”. A Milano operano complessivamente 14mila imprese, a Brescia 3 mila, a Bergamo, Monza e Varese circa 2 mila, a Como e Pavia oltre mille, a Mantova circa mille. Per quanto riguarda gli addetti, a Milano sono 139 mila, a Bergamo 23 mila, a Brescia 20 mila, a Varese e Monza circa 10 mila, a Como 6 mila. 

di D.D.S.