Annone Brianza (Lecco), 13 gennaio 2018 - Tutti vogliono ricostruire il ponte di Annone Brianza. Al bando indetto dai funzionari di Anas per i lavori di ricostruzione di ciò che resta del cavalcavia crollato sulla Milano – Lecco il 28 ottobre 2016 hanno partecipato 53 imprenditori titolari di altrettante società specializzate. L’affare del resto, in tempi di crisi, fa gola a molti, perché si tratta di una commessa da quasi 2 milioni di euro o poco meno. In pallio ci sono infatti 1.971.000 euro, da qui la pioggia di offerte. Il timore è che con una simile concorrenza parecchi tra coloro che non si aggiudicheranno l’affare possano poi attaccarsi ad ogni minimo cavillo per presentare eventuali ricorsi, con quello che ne conseguirebbe in termini di ritardi nel cominciare e portare a termine l’intervento, nonostante il disciplinare di gara sia stato studiato nei minimi particolari proprio per essere a prova di contenziosi. «Speriamo che con così tanti partecipanti al bando di gara non si verifichino problemi e intoppi – commenta il sindaco di Annone Brianza -. Neppure io mi aspettavo una simile partecipazione, sebbene occorre ammettere che si tratta di un incarico appetibile». Nonostante le legittime preoccupazioni il primo cittadino preferisce comunque essere ottimista: «Fin qui è filato tutto liscio, ognuno di noi ha svolto la propria parte e confido che si possa proseguire in questo modo».

Salvo imprevisti il vincitore del bando dovrebbe essere scelto entro marzo e ad aprile potrebbero già cominciare i lavori per i quali sono stati concessi massimo 340 giorni, poco più di 11 mesi di tempo. Sempre salvo imprevisti il taglio del nastro inaugurale del nuovo ponte dovrebbe avvenire per febbraio 2019, sebbene si spera di poter inaugurare il viadotto entro la fine di quest’anno. Il cavalcavia sarà a campata unica campata di 44 metri, con impalcato in calcestruzzo armato, appoggiato a due travi laterali in acciaio, con un’altezza nella parte centrale di tre metri. Sarà dotato anche di pista ciclopedonale e sarà in grado di reggere il passaggio in contemporanea di due trasporti eccezionali che pesano più di 108 tonnellate ciascuno.