Como, 4 luglio 2017 - È arrivato il tanto atteso comunicato ufficiale della Federcalcio, che esclude definitivamente il calcio Como dai professionisti. A firmarlo è stato proprio il comasco Carlo Tavecchio, presidente della federazione. Il comunicato revoca l’affiliazione della società Calcio Como srl e respinge la domanda di attribuzione del titolo sportivo della fallita Calcio Como S.r.l., presentata dalla società F.C. Como S.r.l.

Addio dunque ai 110 anni di storia del Calcio Como: ora tutto passerà nelle mani del nuovo sindaco Mario Landriscina, che cercherà delle persone o gruppi affidabili a cui consegnare la nuova società che ripartirà dei dilettanti o nelle migliori delle ipotesi dalla serie D. Il fatto che rende ancora più amara la vicenda è che nelle stesse ore, Olivier Amela, il nuovo emissario di Puni Essien eletto a procuratore generale dell’FC Como, voleva tenere una conferenza stampa per continuare il teatrino che ormai dura da un mese. Sia Amela che l’amministratore delegato dell’FC Como Ariella Casimiri, non avevano ancora i soldi necessari per la fideiussione che deve essere versata entro domani. Sono stati gli stessi dipendenti che non percepiscono stipendi da quattro mesi, insieme ai tifosi che hanno invitato Amela da andarsene. Il confronto è stato avviato dalla bandiera del Como Giancarlo Centi che ha chiesto direttamente «Avete i soldi? No, allora voi non potete parlare». Così è scattata la rabbia dei tifosi, che hanno costretto Amela ad abbandonare la sala stampa di via Sinigaglia in mezzo a cori e insulti, ma senza contatti fisici. La conferenza ha visto poi il responsabile delle comunicazioni Gianluca Savoini e Ariella Casimiri, prendere le distanze da Puni Essien e dal suo entourage e dichiararsi anche loro parte lesa nella vicenda. Oggi con il comunicato è arrivato anche lo svincolo automatico dei calciatori che avevano un contratto pluriennale con il Como.