Como, 5 gennaio 2017  - Fra i fascicoli  più scottanti sul tavolo del sindaco Mario Landriscina c’è la questione Villa Olmo, il fiore all’occhiello della Giunta Lucini che sulla sistemazione della storica dimora e del suo parco aveva coinvolto anche Fondazione Cariplo potrebbe infatti rivelarsi una polpetta avvelenata per i conti di Palazzo Cernezzi. «Il vero problema è se sarà in grado di mantenersi da sola rispetto alle scelte assunte a livello gestionale, noi abbiamo qualche riserva – ha spiegato il sindaco - I lavori di Villa Olmo dovrebbero concludersi entro maggio. Dobbiamo avere le idee chiare sulla sua destinazione, i costi di questa struttura e in particolare dei giardini sono importanti, dobbiamo trovare una soluzione».

Sulla corda c’è anche Vittorio Sgarbi che aveva manifestato il suo interesse ad organizzare degli eventi all’interno della villa. «Non possiamo programmare nulla fino all’estate prossima. Non si può pensare di navigare a vista, quindi le grandi mostre sì ma inserite in un progetto produttivo. Ci sono stati operatori che si sono detti interessati a utilizzarla. I costi del nuovo verde di Villa Olmo era stimato in alcune decina di migliaia di euro, ma alcuni autorevoli esperti ci hanno detto che costerà molto di più. Si parla di centinaia di migliaia di euro». Da risolvere, ma in tempi decisamente più rapidi la questione Ticosa che Landriscina vorrebbe trasformare almeno in parte in un grande parcheggio, così da rispondere almeno in parte alla perenne necessità di posti auto in centro. «La soluzione non è facile, ma i contatti con Multi ci sono stati, abbiamo approfondito delle tematiche di natura ambientale e vogliamo evitare l’udienza di fronte al Consiglio di Stato in programma il prossimo 18 gennaio».