di Rosella Formenti La città, le sue tradizioni e il suo dialetto protagonisti in una puntata di “Tg in dialetti”, progetto online ideato dal giornalista irpino Michele Pilla, cui ha partecipato con il video “I radisi da Busti Grandi – Le radici di Busto Grande”, Elis Ferracini, burattinaio bustocco. L’altro giorno la presentazione del “corto”, il cui montaggio è stato curato da alcuni ex allievi dell’Istituto cinematografico Michelangelo Antonioni. Un racconto per immagini, attraverso proverbi e modi di dire bustocchi, di cui si fa interprete il burattino di Ferracini,...

di Rosella Formenti

La città, le sue tradizioni e il suo dialetto protagonisti in una puntata di “Tg in dialetti”, progetto online ideato dal giornalista irpino Michele Pilla, cui ha partecipato con il video “I radisi da Busti Grandi – Le radici di Busto Grande”, Elis Ferracini, burattinaio bustocco. L’altro giorno la presentazione del “corto”, il cui montaggio è stato curato da alcuni ex allievi dell’Istituto cinematografico Michelangelo Antonioni. Un racconto per immagini, attraverso proverbi e modi di dire bustocchi, di cui si fa interprete il burattino di Ferracini, Fanfurla, guidato dall’esperto di tradizioni locali, Antonio Tosi, noto con il soprannome “Ul Pedela” e Tarlisu ufficiale nel carnevale bustocco.

Ferracini e Tosi dunque hanno ideato la storia di un fattorino che si perde con il suo furgone tra Milano e Varese e chiede a un ciclista cosa sia Busto. La sua fortuna è di imbattersi proprio nell’esperto di tradizioni bustocche Antonio Tosi che attraverso una serie di quadri e di proverbi dipana la storia della “Grande Busto”. Un breve ma efficace affresco, che ora potrà essere apprezzato in tutta la penisola, grazie al progetto “TG in dialetti” che racconta l’Italia attraverso le sue tante diversità linguistiche, un prisma di cultura e tradizioni, differenze che devono favorire la conoscenza reciproca e dunque non elemento di divisione bensì di unione. "Sapere chi siamo, da dove veniamo, quali sono i valori e le azioni che hanno concorso a essere quelli che siamo è importante – ha detto l’assessore alla Cultura Manuela Maffioli alla presentazione del “corto”, iniziativa che ha avuto il sostegno dell’amministrazione comunale –. Ringrazio Elis Ferracini e Antonio Tosi per questo progetto che trasmette un messaggio solo in apparenza leggero, nel video si ricordano modi di dire, proverbi, non sono solo suono, ma veicolano contenuti, sono specchio della nostra mentalità, del pensiero bustocco dentro il quale ci siamo formati". Ferracini ha invece spiegato le caratteristiche del video: "Abbiamo voluto creare con Tosi delle “cartoline” della città accompagnandole con i modi di dire bustocchi, molto più profondi di quanto possa sembrare a prima vista, anzi questi pilastri della cultura bustocca possono diventare ponti verso il resto dell’umanità, il dialetto non costruisce muri, ma è un modo di incontrare l’altro e dire chi sono". Collaborazione preziosa per Ferracini quella dell’esperto di dialetto e tradizioni Antonio Tosi che ha sottolineato: "In tempo di globalizzazione l’identità di una terra e dei suoi abitanti affonda le radici nella tradizione, nel dialetto, la sua espressione più autentica. Nella nostra città non abbiamo reperti archeologici, ma abbiamo il dialetto, che ci arriva dal passato, c’è la storia della nostra Busto, le sue radici. Conosciamole, rispettiamole, custodiamole".

Il video è visualizzabile sul sito www.tgindialetti.com.