Sul nuovo Sentiero dell’arte arriva la scultura di Askeur

L'artista Massinissa Askeur ha donato al Comune di Lavena Ponte Tresa un'opera intitolata "Tifina", una scultura in acciaio corten che rappresenta il mondo mediterraneo con simboli di lingue estinte. La mano di Fatima al centro simboleggia la scaramanzia e la protezione. L'opera promuove la tolleranza e l'apertura verso l'altro.

Sul nuovo Sentiero dell’arte arriva la scultura di Askeur
Sul nuovo Sentiero dell’arte arriva la scultura di Askeur

L’artista Massinissa Askeur (nella foto) ha completato l’installazione di un’opera donata al Comune di Lavena Ponte Tresa e posizionata nel nuovo parco Angela Rolandi. La scultura, dal titolo “Tifina“, va ad arricchire il Sentiero dell’arte nato qualche anno fa sul lungolago che costeggia il Ceresio. Nata nell’idea dell’artista come dipinto, solo in un secondo momento l’opera è diventata una scultura in acciaio corten con diametro di 150 centimetri. Rappresenta il mondo mediterraneo con simboli che derivano da alcune lingue estinte come il numidico, l’etrusco e il cartaginese. Il cerchio è l’elemento principale dell’opera e simboleggia l’infinito, senza inizio né fine.

Al centro c’è una mano di Fatima che rappresenta la scaramanzia contro il malocchio, antica tradizione mediterranea. Si può considerare quindi come una sorta di talismano che dal punto di vista esoterico va a proteggere il luogo e il popolo che la ospita. L’opera nell’intenzione dell’artista vuole promuovere la tolleranza e l’apertura verso l’altro, con simboli che vanno dalla Giudea al deserto nordafricano passando dalla Madonna di Fatima in Portogallo. La mano di Fatima è l’esempio perfetto della tradizione scaramantica. La scultura è stata volutamente inserita all’ingresso dello stretto di Lavena che separa Italia e Svizzera, quasi ad accogliere chi attraverso il lago si avvicina a questo territorio di confine, come saluto, come simbolo di accoglienza e positività.

Askeur, algerino d’origine, vive nella vicina Marchirolo da circa dieci anni. Lo scorso anno aveva già donato al Comune di Lavena Ponte Tresa un gruppo di 20 opere.

Lorenzo Crespi