LORENZO CRESPI
Cronaca

Parco Campo dei Fiori. Tremila alberi e arbusti dopo incendi e tempeste

Iniziata la riforestazione sulla vetta della montagna che domina Varese. Il primo blocco riguarda 540 esemplari, grazie al sostegno di tre aziende.

Le calamità naturali degli ultimi anni hanno modificato in modo profondo l’area di vetta del Campo dei Fiori, la montagna che domina Varese. Ma nuovi alberi andranno a sostituire quelli che ormai non ci sono più. È questo l’obiettivo di un progetto di riforestazione promosso da Rete Clima, ente tecnico non profit attivo da oltre 10 anni in Italia. L’intervento è strutturato in più lotti e prevede in totale la messa a dimora di circa 3.000 piante tra alberi e arbusti.

Ieri mattina in cima al massiccio sono iniziate le operazioni relative a una parte di questi alberi, 540 per la precisione, nell’ambito di un’attività sostenuta economicamente e fattivamente da tre aziende: Dhd, Saimp e Mezzanzanica, coinvolte in una serie di lavori per Alfa, gestore del servizio idrico integrato della provincia di Varese.

"L’obiettivo delle piantumazioni è di andare a compensare tutte le opere eseguite in vari comuni della provincia – ha detto Beatrice Donizetti dell’Ufficio area tecnica di Alfa–: è stata calcolata una quantità di Co2 emessa durante le operazioni di cantiere ed è stato così possibile calcolare il numero di piante da mettere al suolo". Rete Clima ha approvato un apposito accordo operativo con il Parco del Campo dei Fiori, che ha messo a disposizione competenze tecniche e forestali e ha coinvolto le imprese boschive del territorio individuando le aree prioritarie su cui intervenire all’interno di una progettualità più ampia che prevederà, per tutto il 2024, interventi di forestazione.

"Le aree coinvolte - ha detto il presidente dell’ente Giuseppe Barra – riguardano un pezzettino di una strategia generale su cui stiamo operando noi, Regione e Asfo per rimettere in sesto tutto l’areale sommitale del Campo dei Fiori, che è molto complesso e particolare".

Alla ricostruzione di un’area naturale si affianca anche l’obiettivo di sostenere la biodiversità. Al posto degli abeti caduti, cresceranno diverse specie tra cui tigli, aceri, frassini e piante arbustive. "È un momento virtuoso che mette insieme tante cose belle, dal dare un approccio migliorativo a un appalto a supportare il Parco lavorando tutti insieme. Dire grazie viene da sé", ha commentato il presidente di Rete Clima Paolo Viganò. Quindi tutti al lavoro per mettere a dimora gli alberi.