Morti in corsia, rigettato il ricorso: nuova condanna all’ergastolo per Leonardo Cazzaniga

L’ex aiuto primario del pronto soccorso di Saronno accusato degli omicidi di 7 pazienti e di due morti in ambito familiare

Leonardo Cazzaniga in tribunale a Milano

Leonardo Cazzaniga in tribunale a Milano

Saronno (Varese) – Una nuova condanna definitiva all'ergastolo per Leonardo Cazzaniga, ex aiuto primario del pronto soccorso del presidio ospedaliero di Saronno. La Cassazione ha rigettato il ricorso delle difesa.

Davanti alla quinta sezione penale della Suprema Corre è stato discusso il ricorso dei difensori, Ennio Buffoli e Andrea Pezzangora, contro l'ultima condanna all'ergastolo che si era abbattuta su Cazzaniga. Il decesso era quello di Domenico Brasca, morto a 82 anni, il 18 agosto 2014, nella sua abitazione di Rovello Porro (Como), dopo poche ore trascorse al pronto soccorso saronnese. Era stato l'ultimo omicidio addebitato a Cazzaniga, assolto in primo grado e condannato in appello al carcere a vita. La Cassazione aveva accolto il ricorso della difesa e rimandato il processo a Milano. Il 27 giugno dello scorso anno la seconda Corte d'Assise d'appello aveva ribadito la condanna all'ergastolo. I giudici milanesi osservavano come la perizia avesse individuato nella salma di Brasca tracce di midazolam, promazina e clorpromazina: i farmaci del cosiddetto ‘protocollo Cazzaniga’.

Il verdetto non modificava la sorte giudiziaria del medico, che stava già scontando la pena massima (ergastolo con tre anni di isolamento diurno) per gli omicidi di sette pazienti in corsia e per due morti in ambito familiare: Massimo e Luciano Guerra, rispettivamente marito e suocero dell'infermiera Laura Taroni, al tempo amante di Cazzaniga.