ROSELLA FORMENTI
Cronaca

Malpensa, i comitati ambientalisti: “Nessuno sviluppo di cargo city”

L’appello di Uni.Co.Mal contro il decreto sblocca-cargo e le scelte di Salvini

L'area di Cargo City a Malpensa

L'area di Cargo City a Malpensa

Non un mq di brughiera deve essere ceduto per lo sviluppo di cargo city a Malpensa: a ribadirlo è Uni. Co. Mal, l’unione dei comitati di Malpensa per la tutela della salute e dell’ambiente, da oltre vent’anni in prima linea contro l’ampliamento dello scalo.

In un comunicato scrive “Francamente ce lo aspettavamo un decreto “sblocca cargo” da Salvini e portato avanti da alcuni zelanti “malpensanti”, e continua “si parla di una norma ad hoc per sbloccare lo sviluppo di cargo city oltre il confine aeroportuale, come non esistesse già una cargo che funziona ma la cui attività non solo non è aumentata ma è diminuita del 3,3% rispetto all’anno scorso. Parlano di posti di lavoro, ma sappiamo già quali, con stipendi bassi, alcuni prossimi alla fame e precari, e “udite, udite” si dicono rispettosi dell’ambiente che loro stesso vorrebbero massacrare, anzi piacerebbe sapere se qualcuna di queste persone abbia mai visitato personalmente la brughiera che loro stessi si propongono di annientare”.

Uni.Co.Mal prosegue: ”Non si capisce con quale logica Salvini definisca la cargo obiettivo strategico, mentre a quanto pare non sono altrettanto strategici l’ambiente, la salute, le misure contro il riscaldamento climatico” quindi di fronte alla nuova ipotesi di ampliamento l’Unione dei comitati ribadisce “ non sia ceduto un solo mq. di brughiera e nel caso questo dovesse avvenire dovrebbe essere avviata la pratica per una Valutazione Ambientale Strategica (VAS) a cui Malpensa non è mai stata assoggettata”.