"La legge ha fatto il suo corso il dolore per noi resta indelebile"

Lacrime a sentenza pronunciata tra i familiari della pensionata

"La legge ha fatto il suo corso il dolore per noi resta indelebile"

La nipote di Carmela Fabozzi e l’avvocato di Parte civile

Un percorso lungo e doloroso per i familiari di Carmela Fabozzi, il figlio Angelo Casoli e la nipote Martina, il processo che si è concluso ieri mattina a Varese con la condanna all’ergastolo di Sergio Domenichini per l’omicidio dell’anziana. Al termine la nipote all’uscita dal Tribunale, ha pianto. Con gli occhi lucidi ha detto: "Sono contenta, giustizia è fatta. È stato difficile, complesso mantenere la calma, mio papà ha avuto momenti difficili, comprensibili, ma giustizia è fatta". Quindi ha continuato "A livello morale però per noi non ci sarà mai giustizia, ma almeno la legge ha fatto il suo corso. Spero che l’imputato stia in carcere, è lì il posto dove deve stare".

La giovane ha quindi ringraziato la Procura, gli avvocati, i carabinieri che hanno condotto le indagini che hanno portato alla condanna dell’assassino della nonna.Un percorso doloroso per i familiari dell’anziana, a ricordarlo le drammatiche testimonianze rese in aula del figlio di Carmela Fabozzi, Angelo Casoli, in alcune udienze del processo nei mesi scorsi. Non potrà mai dimenticare la scena che si era ritrovato davanti agli occhi quel 22 luglio 2022 rientrato a casa nell’abitazione della madre a Malnate in via Sanvito dove si era consumato il delitto, aveva detto rievocando quel momento "era in una pozza di sangue, mi è crollato il mondo". Un dolore straziante nel ricordo della madre in un’altra udienza a ottobre: "Mia mamma era una persona splendida, era la mia vita. E un essere del genere mi ha tolto tutta la vita".

Le prove a carico dell’imputato sono state ampie, pesanti, gravi, ieri la decisione dei giudici, Domenichini piangeva dietro le sbarre dopo la lettura della sentenza. Condannato all’ergastolo è stato riaccompagnato in carcere a Pavia dove è stato trasferito. Il legale dell’imputato, avvocato Francesca Cerri si riserverà di ricorrere in appello alla lettura delle motivazioni che verranno depositate entro 90 giorni.

R.F.