In bici in giro per il mondo: "Fra Argentina e Cile le nostre radici italiane"

Il cuggionese Carlo Motta a 63 anni percorrerà migliaia di chilometri sulle tracce dei milanesi emigrati nel Sud America alla fine del XIX secolo.

In bici in giro per il mondo: "Fra Argentina e Cile le nostre radici italiane"

Motta e l’amica Enzo Bernasconi utilizzeranno due bici speciali realizzate a Parabiago

Carlo Motta si appresta a vivere un’altra delle sue imprese intorno al mondo. Sessantatré anni, fautore di un ciclismo capace di creare ponti culturali, Motta è in partenza, insieme all’amico Enzo Bernasconi, per l’Argentina. "Potremmo dire: quando a emigrare eravamo noi – scherza –. Con Enzo facciamo parte di Bicipace e dal 26 febbraio al 24 marzo realizzeremo un viaggio in Argentina in bici. Percorreremo una parte della mitica strada nazionale 40, arriveremo nella zona di Mendoza, ci spingeremo a Punte del Inca, e poi sino al passo Cumbre, al confine con il Cile. Ritornati a Mendoza andremo verso Alta Gracia, dove visiteremo la casa museo di Che Guevara, che fu il primo cicloviaggiatore argentino. Da Alta Gracia raggiungeremo Cordoba, altra città simbolo della grande migrazione italiana; da lì caricheremo le bici su di un bus che ci porterà sino a Buenos Aires". Qual è l’obiettivo di questo viaggio? "A differenza di quelli realizzati negli anni scorsi (Namibia e Tanzania, ndr), non è quello di raccogliere fondi per una causa solidale ma di ripercorrere una piccola parte di quelle strade che un enorme emigrazione tra il 1871 ed il 1915 ha portato in Argentina quasi due milioni di connazionali.

Tra il 1880 ed il 1920 dei 30.000 abitanti del Mandamento di Cuggiono (Arconate, Buscate, Busto Garolfo, Castano Primo, Cuggiono, Dairago, Inveruno, Magnago, Nosate, Robecchetto, Turbigo, Vanzaghello e Villa Cortese) in oltre 12mila si imbarcarono in veri e propri viaggi della speranza attraversando l’Atlantico in cerca di una vita migliore. Punteremo le nostre ruote sulle tracce di quei migranti quasi sempre allo sbaraglio, in fuga da povertà, fame e guerre. Ricordare che anche noi siamo stati emigranti può aiutare a osservare l’oggi in maniera più disincantata. Sarà un viaggio pieno di incontri: le Associazioni di italiani e lombardi delle città che attraverseremo, semplici cittadini discendenti da migranti della nostra zona (di cui cercheremo di ricostruirne la storia), Associazioni di ciclisti, Associazioni sindacali e popolari: una fra tutte quella delle Madres de Plaza de Mayo".

Ma ci sono altre novità. "Le biciclette che utilizzeremo avranno il telaio completamente in legno: leggero, robusto, armonioso, sono costruite dall’artigiano Roberto Olgiati, di Parabiago. Ulteriore valore viene dato dal fatto che verranno montate in tutte le loro parti meccaniche dalle due Ciclofficine popolari di Busto Garolfo e Legnano, che lavorano per riportare a vita nuova bici usate mettendole a disposizione di chi ne ha più bisogno".