
Duecento persone tra studenti sindaci e partigiani si sono riunite insieme all’Anpi dopo il blitz dei Do.Ra.
Nella notte tra sabato e domenica l’offesa alla memoria dei caduti partigiani con lo striscione esposto dai militanti neonazisti di Do.Ra (Comunità dei Dodici Raggi). Nella serata di martedì la risposta civile e morale a quel gesto, che ha suscitato profonda indignazione nel territorio varesino. Oltre 200 persone, tra cui una cinquantina di sindaci, hanno raccolto l’appello del primo cittadino di Cuveglio Giorgio Piccolo, partecipando al corteo che si è mosso dal Comune e si è concluso al sacrario. Ad aprire la manifestazione è stato uno striscione, che è stato realizzato dagli alunni della scuola media e che ha impresso un messaggio chiaro ed efficace: "La storia va studiata e noi a Cuveglio la studiamo". "Questa manifestazione è la risposta del territorio a quello sfregio - ha commentato il sindaco Piccolo -. Un territorio che, con forza, dice no ai Do.Ra. e alle loro idee".
Una risposta civile obbligata, che ha mosso tutta la comunità democratica. "Non dobbiamo far passare sotto silenzio simili gesti. Un silenzio che potrebbe persino sembrare permissivo - ha continuato il primo cittadino -. Deve essere ben chiara a tutti la nostra posizione. Tutti sanno chi sono i Do.Ra., personaggi da anni protagonisti di numerosi processi per fatti simili. È ora di dire basta. E il no dell’intero territorio questa sera è arrivato chiarissimo". La delegazione dell’Anpi era guidata dalla presidente provinciale Ester De Tomasi, figlia del partigiano Sergio che combattè sul San Martino e poi fu deportato nel lager di Mauthausen. "Quanto accaduto non è accettabile – ha detto De Tomasi –. Un affronto non solo a chi ha combattuto, ma a tutti coloro che hanno sofferto, sono finiti nei lager, sono morti. Dobbiamo reagire all’indifferenza che sembra prendere piede nella nostra società. Siamo qui per dire no a quello striscione raccapricciante e al rischio dell’indifferenza. Ci opponiamo con indignazione e con una vigilanza costante". Proseguono nel frattempo le indagini della Digos per individuare i responsabili del gesto.