Lo sgombero del campo sinti di Gallarate (Newpress)
Lo sgombero del campo sinti di Gallarate (Newpress)

Gallarate (Varese), 28 novembre 2018 - La volontaria si allontana dal campo di via Lazzaretto con le lacrime agli occhi. In mano ha una scatola, dentro c’è un contenuto prezioso per chi gliel’ha consegnato. Sono libri di scuola. Una ragazzina, che frequenta la scuola media, ha vissuto questi giorni con il terrore che le ruspe arrivassero nel campo all’improvviso distruggendo anche i suoi libri, il suo tesoro.

Ieri mattina ha raccolto quei volumi, li ha sistemati con ordine in una scatola di cartone e appena ha visto le volontarie del doposcuola, ha consegnato loro i testi. «Salvate i miei libri per favore, non voglio vengano distrutti dalle ruspe», ha detto. Una delle volontarie che la conosce racconta: «frequenta la scuola con profitto, e vuole continuare a studiare». Poco distante dalla casetta della ragazzina una mamma, Josita, dà sfogo al suo dolore: «Ma come può il sindaco fare questo? - dice con rabbia - Abbiamo figli piccoli, anche lui è un papà, non pensa che ci sta mettendo per strada? La tendopoli non è la soluzione». Si ferma un attimo, vorrebbe piangere, ma frena le lacrime: «Noi mamme ci appelliamo a Papa Francesco. Gli chiediamo di aiutarci. Sotto questo cielo siamo tutti figli di Dio, invece qui ci stanno trattando come cani».

Un'altra donna chiede la solidarietà della moglie del sindaco Andrea Cassani: «È una mamma, ci sostenga, come può rimanere indifferente di fronte a quanto sta accadendo a noi, mamme come lei?». Nel campo ci sono le volontarie del doposcuola.«Era un progetto che funzionava - dice Anna Balzarini - adesso non so che cosa accadrà». Intanto una ragazzina ha affidato a loro i suoi libri di scuola: sono la speranza per il futuro che le ruspe non possono frantumare.