LORENZO CRESPI
Cronaca

Il besanosauro in Valceresio, 30 anni fa la scoperta: “Il primo frammento visto in radiografia”

Giorgio Teruzzi, all’epoca direttore degli scavi, ha ricordato le tappe della sensazionale scoperta. “Si lavorava la domenica, con i volontari”

La riscoperta delle tappe della scoperta avvenuta nel 1993 dei resti del Besanosauro vissuto oltre 235 milioni di anni fa

La riscoperta delle tappe della scoperta avvenuta nel 1993 dei resti del Besanosauro vissuto oltre 235 milioni di anni fa

Un anniversario da ricordare, ma anche due importanti progetti in campo per il futuro di Besano. Il piccolo centro della Valceresio ha celebrato ieri il trentennale della scoperta del "Besanosaurus leptorhynchus", avvenuta nel 1993 presso il sito di Sasso Caldo da parte dei volontari del gruppo paleontologico besanese.

L’iniziativa, promossa dal Comune e da Archeologistics, che gestisce il Museo dei Fossili, ha visto la partecipazione di chi ha effettuato la scoperta trent’anni fa e di chi ha studiato il Besanosauro. Presenti e protagonisti i paleontologi Cristiano Dal Sanno e Giorgio Teruzzi del Museo Civico di Storia Naturale di Milano e Gabriele Bindellini dell’Università degli Studi di Milano.

Teruzzi, che all’epoca era direttore degli scavi, ha ricordato come avvenne il ritrovamento del fossile del rettile marino lungo circa 8 metri che ha reso Besano un nome conosciuto dagli appassionati di paleontologia di tutto il mondo. Quella fu anche una tappa importante nel percorso che portò poi qualche anno dopo al riconoscimento del Monte San Giorgio come sito Unesco.

Al principio però non fu subito chiaro che si trattava di una scoperta destinata a restare nella storia. "Che fosse una bestia enorme l’abbiamo saputo dopo – ha detto Teruzzi – all’inizio è uscito il primo frammento del muso che abbiamo visto solo in radiografia. Da lì abbiamo cominciato a togliere delle lastre dietro a quella originaria". Il lavoro si svolgeva solo alla domenica, il giorno in cui i volontari erano all’opera per scavare. Ci volle quindi diverso tempo per portare a termine il tutto. "Facevamo le radiografie e pian piano si vedeva che questo animale era enorme. Ci abbiamo messo un anno con molta pazienza e molta attenzione: è stata una sorpresa notevole".

L’incontro in Municipio si è chiuso con il ringraziamento a coloro che hanno contribuito a sostenere il museo partecipando alla raccolta fondi "Tesori Nascosti". Nel pomeriggio la festa è continuata allo stesso Museo dei Fossili, con attività per grandi e piccoli. Il direttore e curatore Fabio Bona ha illustrato i prossimi interventi che riguarderanno il cortile d’ingresso e il secondo piano, con un progetto di riallestimento che seguirà quello del primo piano avvenuto recentemente.

Un intervento che sarà finanziato dai fondi Pnrr destinati ai borghi Unesco. Grazie alle risorse dei progetti Interreg è stato invece possibile completare i lavori nelle vecchie miniere di Besano, con l’obiettivo di aprirle alle visite al pubblico.

“Stiamo ultimando i dettagli organizzativi – ha detto il sindaco Leslie Mulas – apriremo nel 2024 a visitatori, turisti, famiglie e anche scolaresche se possibile, per riscoprire un tesoro di archeologia mineraria industriale rimasto nascosto per molti anni".