Clima osservato speciale. Undici centraline nei boschi: "Baluardo contro i dissesti"

Le valli del Verbano interessate dall’installazione dei nuovi impianti. Verrà realizzata una rete collegata in tempo reale con il Centro geofisico Prealpino. Valisa: abbiamo già i primi risultati.

Clima osservato speciale. Undici centraline nei boschi: "Baluardo contro i dissesti"

Clima osservato speciale. Undici centraline nei boschi: "Baluardo contro i dissesti"

Prevenire il dissesto idrogeologico e capire come il cambiamento climatico agisca a livello locale e sulla salute del bosco. È il doppio obiettivo della creazione di una rete di centraline meteo sul territorio delle Valli del Verbano, i cui dati saranno studiati da tecnici e progettisti. Una nuova centralina meteo climatica, pronta a registrare informazioni su pioggia, temperatura, umidità e pressione, è comparsa a Brinzio; un’altra, installata tempo fa a Cassano Valcuvia, è stata da poco migliorata, arricchendosi di un nuovo sensore di temperatura e di un data logger (ossia un acquisitore di dati) aggiornato. Entro giugno 2026 tra le valli e le montagne del Verbano verranno installate in totale undici centraline, mentre quelle già esistenti saranno ammodernate. Le attività rientrano nel progetto Bosco Clima, nato dall’iniziativa della Comunità Montana Valli del Verbano in collaborazione con il Parco Campo dei Fiori, l’Università dell’Insubria, il Centro Geofisico Prealpino, le associazioni Lipu e Cast e il sostegno di Fondazione Cariplo.

Lo scopo generale del progetto, che oltre a questa specifica attività delle centraline prevede altre azioni nei comuni dell’Alto varesotto, è quello di migliorare la capacità del territorio di adattarsi al cambiamento climatico, puntando sulle grandi potenzialità delle aree boschive. Un bosco in salute è infatti un alleato insostituibile: oltre ad offrire riparo a flora e fauna è in grado di difendere la popolazione da incendi, inondazioni, frane e picchi di calore. I dati meteo saranno utili per monitorare l’andamento del clima e tenere sotto controllo situazioni critiche legate al dissesto idrogeologico. Le rilevazioni delle centraline saranno trasmesse al Centro Geofisico Prealpino in tempo reale. Il centro svilupperà un’apposita banca dati, coordinandosi con gli enti locali e con la Protezione civile. Sarà così possibile elaborare anche una serie di indicatori che confluiranno all’interno di un report annuale.

Le nuove stazioni meteo hanno già iniziato a fare il loro lavoro. "Grazie ai dati raccolti – spiega Paolo Valisa del Centro Geofisico Prealpino – sappiamo che i mesi di dicembre 2023 e febbraio 2024 sono stati i più caldi mai registrati in queste zone. In particolare, le temperature delle giornate dal 16 al 21 febbraio sono state veramente primaverili, tipiche di fine marzo o inizio aprile".