Don Michele Barban
Don Michele Barban

Varese, 12 agosto 2020 -  Il Centro Gulliver saluta il suo fondatore: don Michele Barban ha rassegnato le dimissioni da presidente della comunità, dopo 34 anni di intenso lavoro. Fu proprio lui nel 1986 a dare vita a una realtà che negli anni è cresciuta fino a diventare una risorsa preziosa per il territorio. Ora, raggiunta la soglia dei 78 anni, ha deciso di ritirarsi, ma la sua storia con il Gulliver non finirà qui: anche se in un’altra veste continuerà a far sentire la sua presenza. E i suoi consigli saranno sempre ben accetti: del resto è soprattutto grazie a lui se il centro con sede in via Albani ha assunto un ruolo così importante. È tanta dunque la riconoscenza e la gratitudine che una comunità intera dedica a un sacerdote che ha impegnato la sua vita per le ragazze e i ragazzi in difficoltà.

Per il Gulliver , da sempre abituato ai cambiamenti, c’è quindi ora una nuova sfida da affrontare, con un’eredità da portare avanti. "A seguito delle dimissioni di don Michele – spiega Roberto Fanzini, vicepresidente del centro – martedì scorso, durante l’assemblea dei soci, è stato rinnovato il consiglio di amministrazione che ha portato all’ingresso di tre nuovi consiglieri: Fernando Fasolo, Filippo Bianchetti ed Emilio Curtò". Proprio quest’ultimo è stato nominato presidente: si tratta di un nome molto noto in città per la sua carriera in ambito giudiziario. Classe 1946, messinese di nascita ma varesino da 50 anni, ha esercitato la professione di magistrato e ha ricoperto l’incarico di presidente del Tribunale dal 2005 al 2012. "Quando mi è stata chiesta la disponibilità a occuparmi per qualche tempo dell’amministrazione di Gulliver – racconta Curtò – mi è stato semplicemente detto che ero stato favorito dalla vita ed era quindi arrivato per me il momento di restituire parte di quanto avevo ricevuto. Senza tentennamenti, ho accettato a scatola chiusa". Il nuovo consiglio di amministrazione resterà in carica fino al maggio 2021, quando si arriverà alla naturale scadenza, con le successive nomine.

Alla squadra dirigenziale spetterà il compito di proseguire nel solco tracciato più di trent’anni fa, quando il centro si affermò fin da subito come un punto di riferimento per migliaia di persone e familiari. Erano anni difficili per il mondo delle dipendenze e la missione iniziale del Gulliver era proprio quella di aiutare le famiglie e recuperare i tossicodipendenti. Negli anni altre attività si sono aggiunte, allargando il raggio d’azione anche ai malati psichiatrici. Le attività quotidiane spaziano tra percorsi di cura, di formazione, di sostegno psicologico, di reinserimento degli ospiti, di attenzione al tempo libero, all’arte, alla cultura e allo sport. Oggi il Centro Gulliver gestisce nove comunità terapeutiche accreditate presso Regione Lombardia, sette nell’ambito delle dipendenze e due della psichiatria. Quasi 230 gli ospiti, 147 il numero totale di dipendenti e collaboratori, a cui si sommano 30 tirocinanti e 75 volontari.