Polizia davanti alla palazzina teatro della tragedia (Newpress)
Polizia davanti alla palazzina teatro della tragedia (Newpress)

Busto Arsizio (Varese), 6 agosto 2018 - Disperazione, raptus, morte. Questione di pochi attimi e la vita di una coppia si è spezzata in una notte d’estate, lei uccisa e lui suicida. È accaduto a Busto Arsizio, in provincia di Varese, intorno all’ora di cena di ieri.

I corpi senza vita di una coppia, Maria Dolores Della Bella, 68 anni, e Giovanni Galloni di 72, sono stati scoperti dalla loro figlia che, preoccupata di non essere riuscita a mettersi in contatto con loro, è andata a verificare di persona se tutto andasse bene. Sulla vicenda indaga la Polizia di Stato. Il telefono suonava a vuoto, da ore, e lei, preoccupata per le condizioni di salute della madre malata da tempo, ha deciso di andare a controllare di persona. Quando ha aperto la porta dell’appartamento dei genitori, in via San Candido, a Busto Arsizio, una fila di abitazioni singole e palazzine di pochi piani circondate dal verde, le è mancato il fiato. Il corpo di suo padre, impiccato, pendeva nel soggiorno, quello di sua madre era invece adagiato sul letto. Sotto choc, senza voce, ha trovato la forza di chiamare il 112: «Correte, per favore, i miei genitori sono morti», avrebbe detto tra le lacrime all’operatore. Sul posto sono accorsi i sanitari del 118 e una volante della Polizia di Stato del commissariato di Busto Arsizio, che si occupa degli accertamenti del caso. Dai primi riscontri effettuati dai sanitari, la donna sarebbe morta strangolata, lui suicida.

Sulle cause del drammatico gesto saranno avviate indagini approfondite, ma a quanto si è appreso la sessantottenne era stata da poco dimessa dall’ospedale dopo l’ennesimo controllo, che non avrebbe avuto esito positivo. La dinamica di coppia, quella familiare: nulla sarà lasciato al caso per risalire al movente dell’ipotetico omicidio suicidio. Solo ieri la donna sarebbe stata trasportata in ospedale per un malore dovuto alla sua patologia, poi sarebbe stata dimessa in poche ore. La rabbia per il destino avverso, la paura di quello che sarebbe potuto succedere, l’ossessione della perdita, qualunque di questi sentimenti potrebbe aver scatenato la rabbia disperata del marito che, intorno alle 20 di ieri, sarebbe entrato in azione. Si sarebbe diretto in camera da letto dove sua moglie stava riposando, l’avrebbe aggredita stringendole le mani intorno al collo o, forse, usando qualcosa che gli desse forza. A chiarirlo sarà solo l’autopsia. Dopo essersi assicurato che la donna non respirasse più, travolto dalla disperazione, lui stesso avrebbe deciso di togliersi la vita, impiccandosi nella loro stessa casa. La figlia, pur consapevole della malattia della madre, di certo non si sarebbe aspettata un simile tragico spettacolo, aprendo la porta della loro casa.