Busto Arsizio, diktat della Soprintendenza: “Mettete in sicurezza Cascina Burattana”

Il complesso, testimonianza di architettura contadina, è da tempo in situazione di degrado. Il Comune deve reperire i fondi, a partire dai 45mila euro per uno studio preliminare sulle opere necessarie

Il complesso di Cascina Burattana è a rischio crolli e cedimenti

Il complesso di Cascina Burattana è a rischio crolli e cedimenti

Busto Arsizio, 28 aprile 2024 – La richiesta arriva dalla Soprintendenza, la Cascina Burattana, lo storico complesso testimonianza di architettura contadina in città, ormai fortemente degradato, va messo in sicurezza quindi l’amministrazione comunale deve stanziare 45mila euro per uno studio preliminare sulle opere necessarie. Lo ha annunciato il sindaco Emanuele Antonelli durante il consiglio comunale. La Cascina, di proprietà comunale, è stata considerata dalla Soprintendenza "un bene culturale" da tutelare.

Successivamente, dopo lo studio, si dovranno reperire i fondi per realizzare gli interventi necessari per la messa in sicurezza. Lo stato attuale del complesso è di fatto molto preoccupante, il degrado è totale ed è sempre a rischio crolli. La richiesta della Soprintendenza riaccende dunque l’attenzione sulla storica struttura abitativa, testimonianza della cultura contadina, per la quale per anni la Cooperativa sociale agricola Cascina Burattana, a partire dall’inizio della sua attività nel 2011, coltivando una parte dei terreni intorno secondo i criteri dell’agricoltura biologica e biodinamica, con la vendita di prodotti sul posto, aveva più volte sollecitato il recupero con riqualificazione degli spazi con finalità sociali. Era stato presentato pure un progetto, non erano mancati incontri sull’argomento.

Per la Cooperativa e i cittadini che avevano creduto in quella possibilità di recupero quel progetto, sostenuto con fondi da privati, è rimasto nel cassetto, mai considerato dall’amministrazione comunale in anni in cui probabilmente sarebbe stato possibile riqualificare almeno per la parte meno degradata l’edificio contadino. Invece negli anni il degrado è andato avanti, i crolli sempre più frequenti, una situazione resa ancora più preoccupante dalla presenza in alcuni casi di abusivi, tanto che due anni fa anche la Cooperativa che aveva creduto nel recupero dello storico edificio, ha trasferito le coltivazioni altrove. Ora è arrivata la Soprintendenza con la richiesta della messa in sicurezza. Troppo presto però per credere in una successiva ristrutturazione.

Commenta l’intervento della Soprintendenza Matteo Di Mattei, presidente della Cooperativa sociale agricola Cascina Burattana, "È un segnale positivo, indubbiamente, vuol dire che la Cascina non è un bene da dimenticare del tutto. Si può ancora sperare in un recupero".