Samuele Calzari (a sinistra) definisce Damiano Carrara “un innovatore”
Samuele Calzari (a sinistra) definisce Damiano Carrara “un innovatore”

Saronno (Varese), 7 settembre 2019 - Tra i forni e le sac à poche, a tenere d’occhio stampi e teglie della nuova edizione di “Bake off Italia reality” c’è il saronnese Samuele Calzari, ancora una volta chef di produzione del programma. In città lo conoscono tutti come docente dello Ial Lombardia e attento insegnante dei numerosi corsi di pasticceria e di cucina organizzati con l’amministrazione comunale, ma il saronnese, oltre ad aver scritto un riuscitissimo libro di pasticceria, è ormai un veterano del mondo della tv. Fin dalla prima serie di “Bake off”, il talent show italiano, trasmesso sul canale Real Time e basato sulla sfida tra pasticceri amatoriali, Calzari è l’abilità e la tecnica dietro al format televisivo: «Quando si guarda un programma televisivo non si ha esattamente l’idea della mole di lavoro che c’è dietro. Un’ora di puntata è in realtà una giornata intera sul set, dalla mattina a sera, intervallata da ripetuti “stop” di regia per sistemare le luci, i microfoni, il set e per poter far funzionare tutto al meglio».

Il compito del saronnese è proprio quello di assicurarsi che i concorrenti abbiano tutto il necessario per dare il massimo: dagli strumenti alle materie prime. Le registrazioni sono state realizzate in primavera nella cornice di Villa Borromeo D’Adda ad Arcore. Da buon insegnante Calzari ha voluto portare con sé anche alcuni studenti dello Ial Lombardia di Saronno che hanno così potuto vedere la “magia” e il “duro lavoro” dietro il mondo dei programmi di cucina in televisione. Calzari ha avuto modo di lavorare gomito a gomito con i vip, dalla conduttrice Benedetta Parodi – che descrive come «appassionata e pronta a mettere tutti a proprio agio» – alla giuria formata da Ernst Knam («il giudice per eccellenza»), Clelia d’Onofrio («una vera esteta») e Damiano Carrara («un innovatore che parte da ottime conoscenze»).

E i concorrenti di quest’edizione? Il saronnese ha le idee chiare: «Sono molto creativi. Sono pronti a sperimentare a volte rischiando molto. Durante le registrazioni si vive tutti insieme a stretto contatto ed è inevitabile condividere le loro emozioni, le loro ansie, i loro successi e insuccessi; momenti intensi, emozionanti, davvero unici, come la sensazione di sentirsi parte di un programma culto». Calzari non può ovviamente fare rivelazioni ma svela che «quest’anno le esterne saranno davvero emozionanti».