PAOLO GIROTTI
Cronaca

Alla porta d’Europa. Il dramma dei migranti studenti a Lampedusa

Ragazzi dell’istituto Dell’Acqua e del Bernocchi all’evento sui diritti umani saranno ospiti dell’isola da settimane al centro della cronaca quotidiana.

Alla porta d’Europa. Il dramma dei migranti  studenti a Lampedusa

Alla porta d’Europa. Il dramma dei migranti studenti a Lampedusa

In trasferta fino a Lampedusa, alla "Porta d’Europa" che accoglie i migranti provenienti dall’Africa, per provare a rispondere a una domanda: come è possibile che oggi si verifichino ancora naufragi con centinaia di morti, con continui rimpalli di responsabilità? Dal 30 settembre al 3 ottobre alcuni studenti dell’istituto Dell’Acqua e dell’Isis Bernocchi - e non è la prima volta - saranno ospiti dell’isola da settimane al centro della cronaca quotidiana in occasione di "A Europe Of Rights", evento organizzato dal "Comitato 3 ottobre" in collaborazione con il Comune di Lampedusa e Linosa, sotto l’Alto Patronato del Parlamento Europeo per celebrare la X Giornata della Memoria e dell’Accoglienza per le vittime dell’immigrazione. Con loro ci sarà anche il sindaco di Legnano, Lorenzo Radice che, in occasione di un dibattito al quale è stato invitato, porterà l’esperienza del sistema di accoglienza "diffuso" organizzato a Legnano e nel nostro territorio. Tareke Brhane, fondatore del "Comitato 3 Ottobre" nato all’indomani del naufragio (il 3 ottobre 2013 davanti alla costa di Lampedusa era avvenuto il naufragio in cui 368 persone persero la vita) era già stato ospite a Legnano nell’aprile di quest’anno e proprio in quell’occasione aveva incontrato una prima volta il sindaco di Legnano e gli studenti in un appuntamento pubblico organizzato al Teatro Tirinnanzi. Come detto, per il sindaco Radice sarà l’occasione per raccontare in quel contesto quali siano state le scelte del territorio del Legnanese per quanto riguarda l’accoglienza: va ricordato che attualmente l’area del legnanese può ospitare oltre 160 profughi secondo il metodo dell’accoglienza diffusa che, concertato a partire dal 2016, permette di diluire le presenze evitando concentrazioni. Poche settimane fa era stato dato il via alla collocazione di nuovi moduli abitativi, strutturati per ospitare altri 30 profughi, donne e bambini, nella sede della Cri di viale Cadorna: i moduli sono stati definitivamente sistemati e gli ultimi arrivi sono previsti a giorni, andando ad aggiungersi ai 21 profughi già ospitati nello stesso contesto. Tutti gli altri, suddivisi tra Centri di accoglienza straordinaria e Sistema accoglienza integrazione ("So.le che accoglie" e "Ombra") trovano spazio nel Comuni dell’Alto Milanese attraverso, appunto, un "sistema diffuso" che ha spento sul nascere ogni polemica.