Alla Battisti la festa multiculturale

La primaria Cesare Battisti ad Oggiona Santo Stefano organizza una festa multiculturale per celebrare la diversità e promuovere il dialogo tra culture. Gli alunni porteranno piatti tipici e indosseranno costumi tradizionali, mostrando la ricchezza della diversità. L'evento si inserisce nel Progetto Intercultura dell'Istituto comprensivo Galvaligi, promuovendo l'armonia e l'accettazione delle differenze come valore.

È tutto pronto alla primaria Cesare Battisti per la festa multiculturale che si terrà martedì al termine dell’anno scolastico. Una festa senza confini perché sarà un’occasione unica per celebrare tutti insieme, alunni, famiglie e insegnanti, le diverse culture presenti nel territorio. L’evento, preparato con entusiasmo da insegnanti e bambini, racconta il mondo nelle mille sfumature: un viaggio fra ritmi, colori e storie che, scrivono le insegnanti, "ci incanterà". I bambini sono stati invitati a portare un piatto tipico del proprio paese, un’altra possibilità di conoscenza di altre culture, e potranno indossare il costume tradizionale permettendo a tutti di apprezzare la varietà dei costumi tipici. Sarà una giornata ricca di giochi, racconti, danze, una festa senza confini, specchio del mondo che con gli occhi dei più piccoli non ha barriere.

"La scuola è un laboratorio di vita che insegna l’arte del vivere e del convivere civilmente, nella ricerca dell’armonia – scrivono le insegnanti –. Oggi più che mai la scuola è il luogo della diversità: etnie diverse, diverse realtà socio-economiche si incontrano e sono invitate a dialogare, a guardare alla diversità come ricchezza e non solo come un problema, eliminando così ogni frontiera". La festa si inserisce nel solco del Progetto Intercultura attivato dall’Istituto comprensivo Galvaligi, di cui la primaria fa parte. E non manca la riflessione sulla Costituzione, dai bambini di quinta: "Per noi multiculturalità significa saper vivere in un mondo in cui ognuno abbia la consapevolezza di essere parte di un tutt’uno, in cui è giusto essere ancorati alle proprie abitudini, alla propria terra, ai propri usi e costumi, ma imparando ad apprezzare, valorizzare e mettere a confronto ciò che lo riguarda con ciò che caratterizza il diverso, gli altri popoli e le loro culture".