Una vita per il baseball. Scala, atleta e dirigente

L’esterno lodigiano si appresta a cominciare la terza stagione nella serie A. Giocatore di Reggio Emilia ma pure dt di un club dilettantistico della sua città.

Una vita per il baseball. Scala, atleta e dirigente

Una vita per il baseball. Scala, atleta e dirigente

Il conto alla rovescia è partito. Una nuova stagione di baseball italiano è alle porte. Da fine aprile all’estate, venticinque squadre proveranno a detronizzare l’Unipol Bologna, regina indiscussa della passata Serie A. Fra i protagonisti più attesi del prossimo campionato, c’è Niccolò Jordi Scala. L’esterno lodigiano si appresta a cominciare la terza stagione nella massima serie. Dopo le esperienze a Parma e Modena, il venticinquenne si è accasato a Reggio Emilia, alla ricerca della totale consacrazione: "Sento che la prossima annata sarà per me molto importante. Spero di affermarmi definitivamente, così da poter essere considerato uno dei migliori giocatori della categoria", dice.

Per presentarsi nelle migliori condizioni al via, Scala sta lavorando sodo. Alterna allenamento sul campo a esercizi in palestra, per affinare la tecnica e potenziare la muscolatura. Oltre che sugli obiettivi personali, il classe 1998 è concentrato anche su quelli di squadra: dai rossoneri, ci si aspetta almeno un piazzamento nelle prime otto d’Italia: "Ho scelto la Palfinger perché credo nel loro progetto e penso che la conformazione della rosa sia adatta per risaltare le mie caratteristiche". Il batti e corri ha un ruolo così centrale nella vita di Scala il quale, da quest’anno, ha deciso di sdoppiarsi. Oltre a brandire le mazze in quel di Reggio Emilia, ricoprirà infatti il ruolo di direttore tecnico dell’area agonistica degli Old Rags, società dilettantistica con sede a Lodi, nella quale ha militato per tre stagioni nel periodo delle giovanili. Un nuovo, elettrizzante corso: "Quando il dg Subinaghi mi ha affidato l’incarico, ero entusiasta. Non vedevo l’ora di mettermi in gioco".

Malgrado sia un novellino in termini di scrivania, Scala si sta muovendo in autonomia per tutto ciò che riguarda l’aspetto tecnico: è lui a scegliere allenatori e giocatori, di qualunque squadra. È soltanto aiutato da qualche collaboratore per ciò che riguarda la burocrazia. La responsabilità, però, non lo spaventa: "Il progetto è triennale: l’obiettivo è quello di risollevare le ambizioni della piazza, cercando di scalare categorie il più in fretta possibile, tramite la valorizzazione dei giocatori del vivaio", prosegue. Il piano è chiaro. Ora, tocca far parlare il campo. C’è un fattore, però, che potrebbe ostacolare i sogni di gloria della società gialloverde: quello economico. La questione pecuniaria, secondo Scala, è argomento di portata nazionale e non si limita soltanto al dilettantismo: "Negli ultimi anni, anche le società più blasonate faticano a trovare sponsor e, di conseguenza, a garantirsi un budget adeguato. Figuriamoci quelle minori. Mancano investitori, e ottenere visibilità è diventato più complicato. Qualche anno fa, per esempio, ogni settimana Rai Sport trasmetteva una serie di partite. Oggi le dirette sono affidate a YouTube e al sito della Federazione, rendendo l’espansione più complicata". Insomma, non una sfida facile, quella intrapresa da Scala. La voglia di baseball, a prescindere dalle difficoltà, è però talmente forte che il lodigiano non ha paura di affrontare alcun tipo di prova. Campo o ufficio, non fa alcuna differenza. Perché tutto ciò che riguarda il diamante è l’epicentro della sua felicità.