Sonny Colbrelli trionfa coperto di fango
Sonny Colbrelli trionfa coperto di fango

Continua la stagione da sogno dello sport italiano che dopo i successi olimpici, le vittorie di calcio e volley agli Europei, centra un altro grande successo: la Parigi-Roubaix, mitica corsa ciclistica, torna infatti a parlare italiano dopo 22 anni grazie al capolavoro firmato dal bresciano Sonny Colbrelli, 31 enne di Desenzano sul Garda. All'esordio nella classica monumento francese, il campione d'Italia e d'Europa raccoglie una vittoria o clamoroso. Il lombardo del team Bahrain Victorious ha trionfato al termine della gara di 257.7 chilometri, 55 dei quali su pave', divisi in 30 settori. A rendere ancor piu' iconico il trionfo dell'azzurro sono state le condizioni difficili incontrate dai corridori, costretti a destreggiarsi tra pioggia, vento e fango. Sei ore drammatiche, tra fughe e tante cadute, una di queste con protagonista anche lo sfortunato Gianni Moscon: tra i fuggitivi di inizio corsa, il trentino aveva anche condotto in solitaria prima di una foratura e uno scivolone sull'insidioso pave'.

Un episodio che ha permesso al terzetto formato dai debuttanti Sonny Colbrelli, Florian Vermeersch (Lotto Saudal) e Mathieu Van der Poel (Alpecin-Fenix) di riprenderlo, superarlo e giocarsi il tutto per tutto all'interno del velodromo. Vermeersch lancia lo sprint ma Colbrelli lo salta di netto con Van der Poel che termina terzo e Moscon ai piedi del podio con 44" di ritardo. "Sono molto felice, ho vinto alla mia prima Parigi-Roubaix. Questo 2021 e' il mio anno. Moscon? Andava molto forte ma dietro abbiamo fatto un bel lavoro, tutti insieme. Anche allo sprint ho seguito Van der Poel.

E' stata una Roubaix super difficile per le cadute e lo stress, bisognava sempre stare davanti", afferma a fine gara Colbrelli. Zuppo di fango e in lacrime, dopo aver sollevato al cielo la bici, l'azzurro si gode cosi' il meritato trionfo: e' il primo italiano a riuscirci dopo Andrea Tafi nel 1999, l'ennesimo grande risultato del 2021 del ciclismo italiano, dopo il primo posto nel medagliere dei Mondiali, disputati nelle Fiandre.