DI SANDRO PUGLIESE
Sport

La Supercoppa resta un tabù. Milano si arrende, Bologna in finale

Shields e Mirotic non bastano, come l’anno passato è ancora la Virtus a vincere la prima sfida dell’anno

La Supercoppa resta un tabù. Milano si arrende, Bologna in finale
La Supercoppa resta un tabù. Milano si arrende, Bologna in finale

di Sandro Pugliese

È ancora un ostacolo insormontabile la semifinale di Supercoppa a Brescia per l’Olimpia Milano. Esattamente come l’anno passato è ancora la Virtus Bologna a vincere la prima sfida stagionale lasciando all’asciuto per la terza volta consecutiva i milanesi. La vittoria dei felsinei è arrivata per 73-78 e oggi giocherà la finalissima, mentre l’Olimpia dovrà iniziare a lavorare da lunedì in previsione dell’esordio in campionato Il più atteso di tutti, ovviamente, è il nuovo arrivato Nikola Mirotic: il montenegrino mette insieme 15 punti e 8 rimbalzi, ma si dimostra attivo lungo tutti i i 28 metri. L’ago della bilancia della stagione milanese, in realtà, sarà uno che a Milano ci gioca dal 2020, ossia Shavon Shields. Se l’ala americana di passaporto danese riuscirà a caricarsi la squadra sulle spalle con continuità per i 10 lunghi mesi di stagione l’Olimpia avrà praticamente un nuovo acquisto che alzerà esponenzialmente le sue qualità.

Nel match contro la Virtus ha chiuso con 26 punti in 26’ (68 da 2 e 36 da 3), il problema è che stato praticamente l’unico che ha performato ad alto livello, pur uscendo per falli ad un paio di minuti dal termine.

Tutto al contrario di un Pangos, invece, letteralmente "mangiato" dalla fisicità di Hackett e Pajola (15 al tiro) 2 palle perse e solo 1 assist. Tra gli italiani spicca il classe 2000 Giordano Bortolani che ha giocata una partita davvero gagliarda (12 punti con 23 da 2 e 22 da 3) giocando ache qualche minuto da play: primo esame decisamente superato, uscendo tra gli applausi del suo ex pubblico bresciano. Il primo canestro dell’anno è quello di Shavon Shields arrivato esattamente dopo 120 secondi dall’inizio del match. Una partenza quanto meno farraginosa da ambo i lati come normale che sia con pochissimi allenamenti di squadra nelle gambe come fatto da entrambe le formazioni.

La prima firma di Nikola Mirotic invece arriva al 5’ con la tripla del sorpasso milanese per il 7-6 imbeccato dal canadese Pangos. L’Armani è macchinosa e poco precisa, così segna solo 12 punti con 415 al tiro nei primi 10 minuti, anche se Bologna non è da meglio ed è solo 2 punti avanti. Il primo abbrivio è proprio la Virtus che lo prende quando al 14’ il nuovo arrivato Jaleen Smith realizza da media distanza il 18-23, mentre l’Olimpia continua a litigare con il ferro. Appena inizia ad andarci d’accordo allunga il break sul 10-0 con l’aiuto di Mirotic e Ricci per il suo +5 (28-23). L’EA7 arriva anche al +7 (32-25), ma poi si incarta letteralmente così la Virtus chiude 32-34 all’intervallo. Pajola firma anche il +10 (42-52), eppure Milano prova a risorgere arrivando ad un passo con Melli (55-59 al 31’) Voigtmann (63-64 al 34’) e sorpassando poi con il primo anche di Pangos (69-68 al 37’). Non basta, Shields esce per 5 falli, poi Belinelli segna da 3 (70-73 al 39’) e cambia di nuovo l’inerzia che consegna il successo alla Virtus Bologna.

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