Sondrio, 12 giugno 2018 - A Sondrio, città governata negli ultimi vent’anni, tranne una breve parentesi, dal centrosinistra, si andrà al ballottaggio. A sfidarsi saranno i due esponenti delle coalizioni, con il candidato del centrodestra, Marco Scaramellini, in netto vantaggio su quello del centrosinistra, Nicola Giugni, che però non si arrende.

Scaramellini, trainato dalla Lega e dalla sua lista civica che, insieme, hanno sfiorato il 30%, ha ottenuto il 46,81% delle preferenze; Giugni è arrivato al 36,08%, con solo la lista civica Giugni sindaco, che ha superato il 10% di voti. Fuori dai giochi, invece, Fiorello Provera, che era appoggiato da quattro liste civiche e che ha ottenuto il 14,09%, mentre Marco Ponteri del Movimento 5 Stelle, ha portato a casa solo il 3,01% delle preferenze. Quest’ultimo, però, non entrerà in consiglio, perché il Movimento pentastellato non ha raggiunto la soglia di sbarramento, ottenendo il 2,96 delle preferenze. Fuori dal consiglio anche Fratelli d’Italia (1,17%) e due delle quattro liste di Provera: Sondrio 4.0 (2,96%) e Noi per Sondrio (1,46%). Dentro per un soffio invece, Forza Italia, che ha ottenuto il 3,03% delle preferenze e, come tutte le altre liste, avrà almeno un suo rappresentante a Palazzo Pretorio. «La soddisfazione – ha commentato Scaramellini – per il risultato è tanta. Un grazie agli elettori che ci hanno dato fiducia; ora però non dobbiamo abbassare la guardia».

Guarda al ballottaggio di domenica 24 giugno anche il suo avversario: «La partita è ancora aperta – ha dichiarato Nicola Giugni –. È passato il messaggio di una coalizione a forte connotazione civica e confido che questo avrà una valenza tra due settimane. Non partiamo sconfitti». A far spostare l’ago della bilancia potrebbe essere l’oltre 14% di elettori che hanno scelto Fiorello Provera il quale non intende però offrire indicazioni di voto ai suoi elettori: «Non mi sento di dirigere il voto – ha spiegato –. Penso che per Giugni recuperare sarà difficile, ma chi ha dato fiducia al mio progetto non fa molte distinzioni tra l’una o l’altra coalizione e non è scontato che votino tutti Scaramellini».