Il funerale di Denis Romedi
Il funerale di Denis Romedi

Sondrio, 6 gennaio 2019 -  «Tu mi vuoi bene, e lo sai». Poche parole, piene di amore, quelle che il piccolo Daniel, fratello minore di Denis Romedi, ha scritto in un foglietto lasciato sulla bara del 21enne strappato alla vita la notte di Capodanno nella baita di famiglia in Valdisotto, ucciso dal monossido di carbonio. Insieme a lui la fidanzata Elisa Bertolina, scampata per un soffio alla tragedia e ora ricoverata all’ospedale Niguarda di Milano, fuori pericolo.

Ieri pomeriggio a Cepina i funerali, tantissimi giovani, ma non solo, nello sguardo di ognuno l’incredulità e la disperazione per la perdita di un ragazzo buono e con la testa sulle spalle. «Sognavi una casa tua con Elisa – ha detto il parroco, don Bruno Giacomelli, durante l’omelia -. Ci eravamo incontrati quest’estate sul cantiere, c’erano i ponteggi e abbiamo chiacchierato su quello che stavi realizzando. Parlavi con proprietà di travi, impianti e cappotto, di un tavolo grande che volevi nella tua casa. Non è facile trovare ragazzi della tua età che ragionano così e che costruiscono sogni. Ora perdi una casa, ma per ritrovarne un’altra».

Il sacerdote ha quindi ricordato le parole del fratello Daniel. «Per noi eri prezioso – ha affermato -. Anzi, dovremmo dire che per noi sei prezioso. Dobbiamo parlare al presente. In questo momento noi sperimentiamo in modo particolare le tenebre, facciamo fatica a vedere la luce, quella luce che chi ha conosciuto Denis ha sempre nel cuore». Il parroco si è quindi rivolto ai tanti ragazzi presenti alle esequie. «Siete coscritti, amici della gioventù e del lavoro, gli amici delle valli – ha detto -. La vita è bella, questo ce lo ha insegnato con il suo modo di vedere le cose. Non si può vivere la giovinezza senza grandi sogni, vivere alla giornata senza ideali. Importante la condivisione, realizzare qualcosa di bello per gli altri. Denis si impegnava concretamente e fattivamente, molte volte nelle retrovie. La vita è preziosa, va valorizzata al massimo. Di fronte alla morte di un giovane ci viene da dire: scriviamo subito in bella la nostra vita. Perché ogni momento della vita è prezioso e importante». Al termine della messa, i commoventi messaggi degli amici. «Con quel sorriso e la tua parlantina ci hai sempre messo di buon umore – ha detto una ragazza a nome di tutti-. Eri un ragazzo intelligente, una “crapa” matta. Ricordiamo infatti le tue passioni per gli animali selvaggi. Tutto quello che noi trovavamo insolito tu lo trovavi affascinante. Eri un gran lavoratore, pratico e con tante ambizioni. Sei per noi un esempio da seguire, e il nostro pensiero va anche alla tua Elisa».