Denis Romedi
Denis Romedi

Valdisotto (Sondrio), 4 gennaio 2018 - L’esame autoptico effettuato sul corpo di Denis Romedi ha confermato la causa della morte del 21enne di Valdisotto: intossicazione da monossido di carbonio. Ieri mattina nella camera mortuaria dell’ospedale di Sondalo, dove la salma era stata ricomposta, è stata effettuata l’autopsia, che ha fornito la certezza su cosa abbia ucciso il ragazzo la notte di Capodanno nella baita di famiglia a Plazz di Tola. La perdita di monossido, da quanto appreso, sarebbe imputabile al malfunzionamento del camino della casetta di montagna, unica fonte di riscaldamento.

Dopo l’autopsia, il magistrato Elvira Antonelli ha concesso il nulla osta alla sepoltura di Denis, e i funerali si svolgeranno domani alle 14.30 nella chiesa di Cepina di Valdisotto. Intanto, migliorano le condizioni della fidanzata di Romedi, Elisa Bertolina, ricoverata all’ospedale Niguarda di Milano, strappata per un soffio alla sorte toccata al giovane. Se la caverà: la prognosi è di venti giorni. Denis ed Elisa avevano deciso di trascorrere la notte di Capodanno in montagna, nella baita di lui dove spesso si ritrovavano anche con gli amici. Nella camera da letto del bel rustico si è consumato il dramma, scoperto però solo nel pomeriggio del primo gennaio, quando il papà di Denis, preoccupato perché non era ancora rientrato a casa dopo la nottata e non riusciva a mettersi in contatto con il figlio, ha deciso di salire in località Plazz di Tola per controllare di persona. Attorno alle 16.30 è entrato nella sua baita e ha trovato il corpo senza vita del figlio e la sua fidanzata priva di conoscenza in camera da letto.

Denis Romedi, che lavorava come manutentore alla Levissima di Cepina, lascia, oltre a mamma Adelia e papà Franco, anche due sorelle, Ilaria e Marina, e un fratellino, Daniel. Una famiglia distrutta dal dolore per l’inaccettabile perdita di un bravo ragazzo che aveva tutta la vita davanti. Un giovane con la testa sulle spalle e tante idee: all’inizio del 2016 vinse un premio quando frequentava l’Itis Mattei di Sondrio (con alcuni compagni aveva progettato un motore turbo jet) e di recente, a soli 21 anni, aveva già ottenuto un posto a tempo indeterminato in Levissima.