La nuova tangenziale di Morbegno
La nuova tangenziale di Morbegno

Morbegno (Sondrio),1 novembre  2018 - Già i primi numeri confermano il meritato orgoglio dall’inaugurazione della nuova statale 38: dal taglio del nastro di lunedì scorso, infatti, si è registrato un calo del 35% delle auto in transito sul vecchio tracciato, con un conseguente decongestionamento del traffico nella città di Morbegno dove, fino a pochi giorni fa, erano solite formarsi, nelle ore di punta, lunghe code di veicoli.

«Siamo molto orgogliosi di aver realizzato un’opera di queste dimensioni – commenta Renato Cossi, dell’omonima azienda che ha realizzato la variante della statale 38 – Questa strada è importantissima per tutto il nostro territorio e per noi, azienda valtellinese, è stato un vero e proprio onore poter fornire questa nuova via di comunicazione alla provincia di Sondrio». Soddisfatto per gli ottimi risultati raggiunti anche il responsabile del coordinamento territoriale Nord Ovest per Anas, Dino Vurro, che ha voluto ricordare come «il completamento della variante di Morbegno rappresenta il coronamento degli sforzi congiunti delle autorità locali e nazionali, dei cittadini del territorio, dell’azienda che ha effettuato i lavori e di Anas, tutti in prima linea per poter dare agli abitanti della provincia di Sondrio questa nuova e importante via di comunicazione, in grado di avvicinare Lecco, Milano e la Brianza di 15 minuti alle montagna valtellinesi».

I lavori per la realizzazione dei 9 chilometri e mezzo circa della nuova statale 38 – avviati nel luglio del 2015 - sono stati ultimati, con un costo complessivo di 280 milioni di euro, nonostante i numerosi rinvii e i 10 mesi di ritardo sulla previsione della data di apertura – inizialmente fissata nel dicembre del 2017 - in tempi relativamente celeri. Basti pensare che il primo lotto della statale 38 – tra Piantedo e Cosio Valtellino – completamente pianeggiante e privo di gallerie, aveva accumulato ben due anni di ritardo. Il cantiere per la variante di Morbegno, al contrario, ha dovuto affrontare numerose difficoltà ed imprevisti nel corso della costruzione di due gallerie – Paniga, lunga 2.230 metri, e Selvapiana, 2.740 metri - e di un cavalcavia sopra al fiume Adda.

«Sono stati molti i momenti difficili in questi anni – commenta Francesco Bongio, incaricato dall’amministrazione di Morbegno del monitoraggio dell’andamento dei lavori – Tra tutti il più drammatico è stato, senza dubbio, il periodo nel quale erano stati messi in discussione i fondi per la realizzazione dell’opera: l’emergenza rientrò e fu quindi possibile procedere con l’iter che ci ha permesso di arrivare all’inaugurazione». Di ben altra natura, invece, le preoccupazioni di chi, nel cantiere, ha lavorato tutti i giorni, contribuendo in prima persona alla realizzazione delle gallerie e dei viadotti: «Le maggiori difficoltà che abbiamo incontrato – commenta Ercole Biella, assistente al cantiere e responsabile dei getti per la Cossi – sono state causate dalle infiltrazioni di acqua che ci hanno impedito di procedere con lo scavo della galleria per quasi sei mesi. Non è stato facile lavorare a causa delle condizioni morfologiche delle montagne: scavando delle gallerie non si può mai sapere se ci si troverà di fronte a terra, roccia o acqua e spesso un imprevisto può ritardare o bloccare l’avanzamento dei lavori per molto tempo».