Foto di gruppo nella sala consiliare
Foto di gruppo nella sala consiliare

Livigno, 3 aprile 2019 - Le Olimpiadi invernali del 2026 le organizzeremo in Italia. Ne è praticamente certo il primo cittadino di Livigno, Damiano Bormolini, che l’ha dichiarato lunedì pomeriggio nel corso della terza giornata dell’Olympic Week, la settimana creata ad hoc dalla località dell’Alta Valtellina per promuovere la candidatura di Milano e Cortina 2026 e che culminerà nella giornata odierna con la visita dei membri del Cio a Livigno e a Bormio. La positività espressa dal primo cittadino di Livigno la dice lunga sulla grande speranza che aleggia attorno alla vittoria della candidatura italiana a cinque cerchi nei confronti di quella svedese di Stoccolma.

«L’Italia alla fine riuscirà a spuntarla – ci ha detto Damiano Bormolini -, ne sono sicuro al 99 per cento». E a Livigno nel corso del media day, tutti gli atleti e gli ex atleti invitati dall’Apt del presidente Luca Moretti hanno idealmente spinto Livigno e quindi anche Milano e Cortina verso una possibile vittoria nel ballottaggio finale. E Livigno, ricordiamolo, nelle Olimpiadi 2026 ha un ruolo centrale perché proprio nel Piccolo Tibet è prevista la costruzione di un villaggio olimpico, in zona Aquagranda, e la disputa delle prove di snowboard e freestyle.

«A mio modo di vedere siamo in vantaggio rispetto alla candidatura svedese, ma non si deve assolutamente abbassare la guardia ma continuare a lavorare come abbiamo fatto finora per portare a casa queste Olimpiadi. Tutti gli attori coinvolti, anche a livello nazionale, si stanno muovendo nel migliore dei modi per rendere possibile questo sogno». Livigno è pronta ? «Si, noi siamo tranquilli per quel che riguarda gli eventi che andremo ad ospitare.

Ci sarà la realizzazione del villaggio olimpico e delle infrastrutture necessarie in completo accordo con tutti gli operatori del territorio». Entro quanto saranno pronte le piste per snowboard e freestyle ? «Innanzitutto, come descritto nel dossier, abbiamo lavorato su piste già presenti. È chiaro che ci dovranno essere degli interventi importanti per renderle idonee ad ospitare le gare olimpiche. Ci saranno delle modifiche, ma ci vorrà anche una maggior produzione di neve. Nella nostra proposta abbiamo previsto di mettere a disposizione degli snowboarder due piste e non solo quella di gara. Questo è molto importante perché gli specialisti della tavola potranno allenarsi su una pista e gareggiare sull’altra. È un fattore importante…». In serata, presso la pista antistante la scuola sci Centrale, si è tenuta una fiaccolata che, seguita da tanta gente, ha fatto da preludio all’arrivo della bandiera della candidatura olimpica, calata da un deltaplano a motore. Tutto molto scenografico, come in un film. Ora manca solo il lieto fine.