Il reparto Covid del Morelli
Il reparto Covid del Morelli

Sondalo (Sondrio), 20 gennaio 2020Il dottor Demetrio Viglianisi, nel pomeriggio di lunedì, è stato dimesso dall’ospedale “Morelli” e ha potuto fare ritorno a casa. Nella struttura sanitaria era stato ricoverato dopo la positività al maledetto Covid, successiva alla prima dose di vaccino che gli era stata somministrata a Sondrio, in occasione del “Vax Day“. Nell’intervista che ci aveva rilasciato, poche ore dopo il ricovero, invitava le persone "a sottoporsi al vaccino, non appena ci sarà la possibilità", precisando che la sua positività non poteva assolutamente essere imputabile alla vaccinazione, in quanto "il virus era probabilmente già in circolo dentro di me, senza che io lo sapessi".

"Sono stato ricoverato al Morelli dal 3 gennaio - ci racconta ora il dottor Viglianisi, 56 anni, felice per essere uscito da un incubo e avere potuto rivedere i suoi cari in ansia per lui - in reparto Covid 2 e, dopo un paio di giorni, trasferito in Terapia intensiva, dove mi hanno trattenuto per altri 5 giorni. Poi sono stato nuovamente spostato nel reparto Covid 2, quello per i pazienti meno gravi, sino al momento delle dimissioni avvenute nel pomeriggio di lunedì".

Quali i problemi maggiori vissuti durante il ricovero?
"La difficoltà maggiore era legata alla patologia respiratoria che impediva ai polmoni di lavorare in maniera adeguata con, ovviamente, insufficienza respiratoria, ipossiemia".
Ora il calvario può dirsi finalmente finito?
"Spero proprio di sì. E se ciò è stato possibile è grazie all’eccellente lavoro dei medici della Terapia intensiva e di tutto il personale del reparto. Sono stati veramente fantastici e non finirò mai di ringraziarli per la professionalità e l’umanità dimostrate, ogni giorno, con me e tutti i malati, sempre lavorando con il sorriso. E un grazie sincero devo rivolgerlo anche ai colleghi e all’intera equipe che, al rientro nel reparto Covid 2, hanno continuato a seguirmi in maniera esemplare. E se non ci fosse stato il Morelli? Pensiamoci".
A casa il “paziente Viglianisi” non verrà abbandonato...
"Esatto. Nel dirmi che potevo tornare a casa mi hanno assegnato una terapia medica da proseguire a domicilio. Dovrà essere accompagnata da esercizi di ginnastica respiratoria e deambulazione, alternata a lunghi periodi di riposo. Seguiranno dei controlli in reparto da programmare in base alle mie condizioni cliniche. Il più sembra davvero superato".