Polstrada di Sondrio (Anp)
Polstrada di Sondrio (Anp)

Castione Andevenno (Sondrio), 25 gennaio 2019 - Non aveva solo bevuto tanto da avere un tasso di alcol nel sangue di 1,88 grammi per litro, ma aveva anche assunto cocaina e viaggiava a 122,5 chilometri orari in un tratto dove il limite è di 70 all’ora.

Mancano meno di quattro mesi dall’inizio del processo con rito immediato che vedrà alla sbarra Mirza Trokic, l’infermiere 38enne di origini slave accusato di omicidio stradale aggravato per aver causato la morte di Daniele Bertolini, solo 18 anni, studente dell’Itis, residente a Buglio in Monte con mamma e papà; ed emergono nuovi dettagli sul tragico incidente. Innanzitutto, le condizioni psicofisiche dell’automobilista, rinchiuso in carcere per un mese e mezzo e ora, da inizio anno, agli arresti domiciliari, al momento dell’incidente, avvenuto il 19 ottobre a Castione Andevenno, erano davvero scioccanti: un tasso di alcol nel sangue oltre tre volte superiore a quello consentito per legge, ma non solo. Emerge ora, infatti, l’esito degli esami tossicologici, che avrebbero riscontrato da parte dell’uomo anche l’assunzione di cocaina poco prima del terribile schianto.

Nuovi dettagli, poi, sono venuti alla luce in relazione alla velocità sostenuta dall’auto che, durante una manovra di sorpasso, ha travolto la moto Hm50 di Daniele Bertolini, uccidendolo sul colpo. La Polizia stradale di Sondrio, infatti, attraverso una tecnica all’avanguardia, è riuscita ad accertare che l’auto di Trokic al momento dell’impatto stava viaggiando a 122,5 chilometri all’ora, oltre 50 chilometri orari più di quello consentito in quel tratto di strada. Gli esperti della Polstrada, tra i primissimi in Italia, hanno effettuato una simulazione e un confronto che hanno pochi precedenti. Tutta la scena del drammatico incidente è stata filmata dalle telecamere presenti nella zona, nessun dubbio, quindi, sulla dinamica dell’accaduto. Ma i filmati, messi a confronto con una simulazione effettuata da un’auto della Stradale, attraverso calcoli innovativi, hanno permesso anche di accertare la reale velocità della vettura che ha causato l’incidente. E ora tutti questi elementi entreranno nel processo che si aprirà il 14 maggio prossimo. Trokic rischia una condanna fino a 12 anni di reclusione, anche in virtù del fatto che l’accusa lo considera recidivo avendo già causato un incidente, quella volta senza feriti, sotto l’effetto di stupefacenti.