Il titolare della Gimaco
Il titolare della Gimaco

Delebio, 22 ottobre 2015 - "La burocrazia con me ha funzionato. Non nascondo che, psicologicamente, sono stati mesi molto pesanti per me e la mia famiglia. Da questa vicenda ho imparato che la trasparenza è un atteggiamento che paga...". A parlare è Filippo Giovannoni, il titolare della «Gi.Ma.Co Srl» di Delebio che, nel dicembre 2014, fu colpita da un’interdittiva antimafia mentre era impegnata in un importante cantiere a Expo. "L’azienda - spiega l’imprenditore edile originario di Rogolo - è strutturalmente solida e ha potuto affrontare la situazione. A seguito del provvedimento, ho avuto una miriade di controlli, eseguiti da persone serie e competenti che hanno dato esito positivo, tanto che la Prefettura di Milano ha emesso un provvedimento con il quale riabilita al 100% la mia impresa e, in particolare, il sottoscritto. È la fine di un incubo".

Ma come è nato l’equivoco che avrebbe potuto avere gravi conseguenze? "Noi abbiamo affittato il ramo d’azienda da una società che già partecipava da tempo ad appalti pubblici - la risposta dell’imprenditore edile -. L’interdittiva mafiosa è l’incapacità di contrarre rapporti con la pubblica amministrazione. Si tratta di un provvedimento non penale, ma amministrativo. La fortuna, nella sfortuna, ha voluto che il 26 novembre 2014 entrasse in vigore la normativa che prevede l’introduzione dei commissari prefettizzi per la gestione delle opere strategiche. Ciò ha consentito la prosecuzione dei lavori della mia azienda dandomi il tempo di dimostrare la mia totale estraneità".

E, diceva prima, la burocrazia ha funzionato..."L'apparato burocratico - afferma il 47enne impresario, nella vicenda assistito dall’avvocato Alberto Gerosa con studio a Morbegno - ha dimostrato grande efficienza nel nominare 4 docenti universitari di grande autorevolezza e competenza che, nella durata della loro gestione, hanno dimostrato con me e i miei dipendenti anche sorprendenti qualità umane