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22 apr 2022

L’appello è da “codice rosso“ "Una casa per 2 mamme e 3 bimbi"

L’associazione Nalyda cerca una sistemazione urgente per le famiglie di rifugiati. In aumento le emergenze

Le donne con i figlioletti arrivate a Brescia sono scappate da Bucha
Le donne con i figlioletti arrivate a Brescia sono scappate da Bucha
Le donne con i figlioletti arrivate a Brescia sono scappate da Bucha

Un’abitazione per due mamme e 3 bambini, arrivati a Brescia da Bucha e che rischiano di restare in mezzo a una strada nei prossimi giorni. "Serve con urgenza, la sistemazione in cui sono ora è provvisoria, entro questa settimana dovrebbero andarsene", spiega Natalyia, referente dell’associazione Nalyda. "Sono disperate, vorrebbero tornare a casa, a Bucha, ma anche se è stata liberata ho sconsigliato di tornare già adesso. Però serve una sistemazione urgente".

I casi di emergenza abitativa, come quelli segnalati dall’associazione di Gussago, non sono isolati. A Brescia, sei o sette situazioni da “codice rosso“ sono state risolte grazie ai posti Sai (Sistema accoglienza integrazione) messi a disposizione dal Comune, passati da 80 a 92. Attualmente ce n’è un altro da sistemare in città. "Se non ci fossero stati i posti Sai, quelle persone sarebbero rimaste in mezzo a una strada – commenta il sindaco Emilio Del Bono – questo dimostra la necessità di ampliare la rete, attraverso l’adesione dei Comuni al Sai". Attualmente sono 40 i Comuni che hanno aderito, a fronte dei 32 pre-Ucraina.

"Sono ancora pochi rispetto ai 205 totali della provincia – evidenzia Del Bono – e mancano i più grandi. Eppure questa è la strada maestra. Non sappiamo se altre guerre esploderanno, dobbiamo essere pronti a reggere altre situazioni: se siamo una rete diffusa, si può creare una rete protettiva senza disagi".

Federica Pacella

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