La mappa dello spaccio. Pusher sempre in movimento tra la Statale 36 e i boschi

Sono almeno un centinaio i “mercanti di morte“ attivi nella provincia di Lecco. Si organizzano in batterie di otto-dieci complici per spostarsi da una “piazza“ all’altra.

Sono almeno cento i mercanti di morte che giorno e notte, 24 ore su 24, 365 giorni all’anno, si danno il cambio per spacciare droga a prezzi di saldo in provincia di Lecco. Sono soprattutto nordafricani, specialmente magrebini. Sono organizzati in batteria di otto, dieci persone. Non hanno vere e proprie piazze di spaccio. Si spostano loro, lungo la Statale 36 e nei boschi della droga della Brianza e dell’Alto Lario, oppure in centro a Lecco.

È quanto emerge dall’attività di intelligence degli investigatori delle forze dell’ordine sul territorio. "Non sono stanziali nelle medesime zone, ma tendono a spostarsi molto facilmente e rapidamente da un’area all’altra – si legge nella relazione annuale stilata dal prefetto di Lecco, Sergio Pomponio –. Non vi sono pertanto luoghi che possano qualificarsi come “piazze di spaccio“. Si registra semmai un’attività itinerante che risulta di difficile individuazione".

Le aree più a rischio sono appunto quelle adiacenti alla Super Milano-Lecco, nel tratto tra Nibionno e Lecco, vicino alle stazioni ferroviarie dei paesi più piccoli, l’entroterra della sponda orientale del lago tra Dervio e Colico, passando per Dorio, gli svincoli o le piazzole di sosta della Statale e poi Lecco città, il capoluogo.

I reati scoperti legati allo spacci sono aumentati del 9%, da 44 a 48 episodi, mentre gli episodi documentati di spaccio vero e proprio sono schizzati del 40%.

"Non risultano segnalazioni di rilievo con riferimento a fenomeni associativi stabili dediti alla produzione e allo spaccio", è però l’aspetto positivo. I casi di produzione e traffico di droga emersi sono inoltre calati da quattro a tre.

Il piano contro gli spacciatori, che ci sono perché ci sono i clienti, prevede continui controlli serrati, indagini e attività di polizia giudiziaria, retate nei boschi della droga e il coinvolgimento dei sindaci con ordinanze per evitare che gli edifici abbandonati e le zone più appartate diventino bazar dello spaccio. In diverse operazioni sono stati trovati e sequestrati quasi due quintali di hashish, una dcina di chili di marijuana, due di cocaina e altrettanti di eroina.