Famiglia Busi, 4 generazioni di pompieri a Morbegno. "Per noi è stata una vera missione"

L’ultimo a lasciare è stato Alberto, dopo 37 anni in servizio come effettivo e due da volontario. "Mio figlio ha intrapreso un altro lavoro, ma non dispero: il ciclo potrebbe continuare con il nipote Enea"

Alberto Busi mostra il riconoscimento
Alberto Busi mostra il riconoscimento

Quattro generazioni di Vigili del fuoco e ora c’è il “rischio“ che s’interrompa lo straordinario ciclo, ma Alberto Busi, 61 anni a maggio, in pensione dal giugno scorso e ex sindacalista Cisl Fns (Federazione nazionale sicurezza), è già al lavoro affinchè ciò non accada.

«Negli effettivi - racconta Alberto che ha chiuso la brillante carriera da caporeparto - sono stato 37 anni, prima ancora il militare nei Vf e poi, quasi 2 anni, da volontario. Poi assunto e in servizio a Chiavenna, Mese, Lecco e Morbegno. Papà Umberto, classe ’37, è stato capo distaccamento volontario di Morbegno, nonno Giovanni del 1907, pure lui guidava qui, durante la guerra fu mandato a Palermo: allora erano i civici pompieri. Un documento che ho recuperato raccomandava al datore di lavoro di mantenergli il posto durante il servizio in Sicilia. E stesso lavoro l’ha svolto il bisnonno Giovanni I del 1880. E 2 zii volontari, Aldo e il fratello di mamma, Aster Ciapponi. Quando ero piccolo papà mi portava in caserma a vedere i mezzi, era dove ora c’è la scuola Saraceno.

Gli interventi che ricordo al lavoro? Tanti. Salvammo un cercatore di funghi su una roccia a strapiombo a Bema: manda sempre gli auguri a Natale e Pasqua. Sono stato a soccorrere le popolazioni terremotate dell’Aquila. Per noi parenti ha rappresentato sempre una missione aiutare la nostra comunità in difficoltà. Sino a 12 anni abitavo vicino a casa di nonno: quando, di notte, suonava la sirena preparava lui la bici al babbo che intanto si vestiva per correre in caserma.

Mio figlio fa altro, spero nel nipotino Enea di 3 anni: gli ho già regalato il casco, la macchinina dei Vigili del fuoco. La tempra c’è. Chissà. Oppure le altre nipoti, Aurora e Gaia: adesso anche le donne possono intraprendere questa professione".