Bormio, Hotel Stella chiuso
Bormio, Hotel Stella chiuso

Bormio, 2 febbraio 2019 - La mappa dell’accoglienza migranti in provincia di Sondrio da ieri è cambiata, e alcuni Centri di accoglienza straordinaria (Cas) valtellinesi ieri hanno chiuso i battenti. Tra questi anche uno dei più contestati in questi anni, l’hotel Stella a Bormio, al centro di polemiche innescate dalla Lega e proprio dal leader del Carroccio, oggi vice premier, Matteo Salvini. In base al bando fatto dalla Prefettura lo scorso anno è stata stilata una graduatoria, sulla base della quale i gestori si sono visti assegnare o confermare un certo numero di migranti.

Per quanto riguarda il caso dell’hotel Stella, un problema di agibilità della struttura ha fatto sì che il Cas nella centrale via Roma a Bormio non avesse i requisiti per proseguire nella sua attività. E ieri a parlare della chiusura del Centro sono stati i volontari dell’associazione Rueido di Bormio, che per 3 anni e mezzo, insieme ad altri volontari, hanno operato nel Cas hotel Stella. «Prima che altri ragionamenti e considerazioni circolino a Bormio e dintorni, vi anticipiamo quanto segue: da oggi, 1 febbraio 2019, il Cas Hotel Stella nella centralissima via Roma chiuderà la sua storia di accoglienza dei migranti, provenienti da 15 Paesi del mondo – hanno scritto su Facebook -. L’accoglienza a Bormio è realmente avvenuta, nonostante le problematiche innegabili, la diversa cultura, la presenza/assenza di parti dello Stato e dei reiterati comizi improvvisati, sui gradini dello stesso albergo, da parte di chi oggi è al Governo.

Qui, però, parlano i numeri. Quaranta ragazzi degli ultimi 55/60 rimasti a Bormio negli ultimi 12-18 mesi hanno trovato un’occupazione lavorativa e un contratto di lavoro che gli ha consentito di emanciparsi tra le tante difficoltà che il sistema Italia mantiene e genera. Dietro quel vecchio portone di ingresso dell’hotel Stella ci sono passati un centinaio di ragazzi dall’aprile 2015 a oggi. Molti di loro per poche settimane, altri destinati dopo lunghi mesi allo Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati). Pochi sono stati allontanati per motivi disciplinari mentre altri hanno rinunciato velocemente alla protezione offerta dallo Stato alla ricerca di un lavoro a Roma, Milano, Mantova e all’estero». E ancora: «Quaranta ragazzi significa avere centrato un ambiziosissimo obiettivo, senza dimenticare quei pochi (11) che non sono riusciti a trovare un lavoro in questo ultimo anno. L’hotel Stella chiuderà ma questi quaranta rimarranno a vivere a Bormio e dintorni. Alcuni se ne andranno ancora in cerca di una loro fortuna, altri rimarranno e ci saluteranno un giorno in dialetto, magari in via Roma, tenendo per mano un bambino».