Formaggio Bitto (Nat. P)
Formaggio Bitto (Nat. P)

Morbegno, 9 luglio 2016 - «Per il bene della nostra provincia è meglio evitare spaccature di qualsiasi tipo. Bisogna essere tutti uniti perché il nostro territorio ha bisogno di sinergie e non di attriti». Sono le parole del presidente della Comunità montana di Morbegno Christian Borromini che, ieri mattina, ha incontrato il presidente del Consorzio di Tutela del Bitto storico Paolo Ciapparelli, nel tentativo di mediare l’annosa diatriba tra il suo consorzio e quello di Tutela Formaggi. Una disputa che ha avuto epilogo con la decisione di cambiare nome al formaggio Bitto Storico.

Il presidente Cm, Christian Borromini

«Siamo piccoli, ma forti – aveva dichiarato tempo fa Ciapparelli ai giornali - Con le nostre 1.500 forme di Bitto storico venduto in tutto il mondo non abbiamo il timore di affrontare il mercato pur cambiando nome al nostro formaggio». Il nuovo marchio è stato registrato a febbraio e sembra avere il sostegno anche dell’assessore regionale all’agricoltura Gianni Fava: «Sono conosciuti – ha dichiarato Fava in un’intervista a un quotidiano nazionale - hanno la forza del prodotto. Se la scelta sarà quella di un nuovo marchio, la Regione Lombardia è pronta a sostenerli. Io sono dalla loro parte».

Per quanto riguarda l’incontro con la Comunità montana, invece, il presidente Borromini ha aggiunto: «Abbiamo deciso con Ciapparelli che martedì, insieme, incontreremo l’assessore Fava. Ho intenzione di illustrare quali sono i miei progetti riguardo al Bitto Storico e al suo consorzio per vedere di trovare una mediazione. Ieri mattina ho parlato a lungo con Ciapparelli e ho spiegato la nostra posizione. E’ stato un incontro costruttivo, ci siamo consultati e sono uscite diverse valutazioni su alcuni progetti e nuove idee per tutelare davvero il formaggio Bitto. Sto cercando di risolvere questo problema, un problema che si trascina da decenni ma non ho la bacchetta magica. Ora attendiamo l’incontro con l’assessore regionale e poi valuteremo tutti insieme qual è la migliore soluzione per la nostra provincia. E’ auspicabile – ha concluso Borromini – trovare una soluzione condivisa fra tutte le parti in causa per il bene della nostra valle».