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21 mag 2022

Arte e danza: mulattiere come palco

Piateda, al via la seconda edizione di Rami d’Ora, rassegna performativa sui sentieri di Castellaccio

21 mag 2022
fulvcio d’eri
Cronaca
Arte e. paesaggio: il binomio vincente che ispira la rassegna al via a Castellaccio
Arte e. paesaggio: il binomio vincente che ispira la rassegna al via a Castellaccio
Arte e. paesaggio: il binomio vincente che ispira la rassegna al via a Castellaccio
Arte e. paesaggio: il binomio vincente che ispira la rassegna al via a Castellaccio
Arte e. paesaggio: il binomio vincente che ispira la rassegna al via a Castellaccio
Arte e. paesaggio: il binomio vincente che ispira la rassegna al via a Castellaccio

di Fulvcio D’Eri

A Piateda è ormai tempo di Rami d’ORA. La seconda edizione della rassegna di arti performative, promossa dal collettivo Laagam, torna dal 31 maggio al 27 luglio ad animare i boschi e i sentieri di Castellaccio "Castelasc", frazione abbandonata del comune di Piateda, con performance, residenze e laboratori accolte attorno agli spazi e alle esperienze di ORA (Orobie Residenze Artistiche). Il progetto ORA Orobie Residenze Artistiche nasce nel 2021 dall’impegno di Erica Meucci, Flora Orciari e Riccardo Olivier come luogo residenziale, con due grandi case ristrutturate e un palco immersi nel bosco, e come network per le performing arts.

È uno spazio per la creazione "performativa" contemporanea che lavora in stretta sinergia con le realtà culturali e artigianali del territorio, sostenendo da un lato giovani artisti, attraverso ospitalità e residenze, dall’altro incentivando il patrimonio artistico del territorio grazie al coinvolgimento di creatori locali e favorendo la riscoperta delle ricchezze paesaggistiche del luogo. "L’attività proposta nella rassegna Rami d’Ora permette di rianimare luoghi per lo più abbandonati, nei quali la natura, nell’ultimo mezzo secolo ha in gran parte ammantato i segni lasciati dell’uomo – ha detto il sindaco Simone Marchesini -. Case, metati (piccolo edificio per l’essicazione delle castagne), terrazzamenti, mulattiere sono elementi ancora visibili, nei quali la natura è ritornata ad essere dominante. Per questo è interessante la vitalità portata in questi luoghi dal progetto Rami d’ORA, un modo nuovo per mettere insieme uomo e natura, ispirazione artistica e storia dei luoghi. La riscoperta della montagna "non turistica sempre di più passa attraverso esperienze specifiche, come lo sono le proposte culturali di Rami d’Ora o la riscoperta di sentieri e mulattiere". Rinnovato anche il sostegno di fondazione Cariplo e, novità di questa seconda edizione, anche il contributo del Ministero della "Cultura – Progetti Speciali Danza" e la collaborazione con il Circuito CLAPS.

Diretta da Erica Meucci con la consulenza artistica di Riccardo Olivier, Rami d’ORA intreccia le performance dal vivo con la formazione, le residenze e l’esperienza del territorio. Il programma s’inaugura il 31 maggio con il seminario Esercitazioni ritmiche a cura di Claudia Castellucci, Leone d’Argento alla Biennale Danza 2020, co-fondatrice della Socìetas e proseguirà il 5 giugno con le performance della Compagnia Mora e "Il trattamento delle onde", , l’11 e 12 giugno il laboratorio Respiro Perpetuo a cura di Paolo Novellino, Alessandro De Simoni e Federico Maio.

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