Crescono le esportazioni del riso
Crescono le esportazioni del riso

Pavia, 14 febbraio 2020 - «Ci sono sessanta giorni di tempo per presentare osservazioni all’atto adottato dalla Commissione Europea: dobbiamo far valere a Bruxelles le preoccupazioni dei risicoltori, non solo italiani, cercando di coinvolgere anche altri Paesi". Stefano Greppi, presidente di Coldiretti Pavia e risicoltore, non si arrende e chiama il mondo agricolo alla mobilitazione in difesa del riso italiano. Mercoledì scorso la Commissione Europea, come temuto dai risicoltori (che per settimane hanno tentato di prevenire il danno, che invece poi è puntualmente arrivato), ha adottato la proposta di ripristinare i dazi alle importazioni dalla Cambogia, in virtù di violazioni dei diritti umani: dall’elenco dei prodotti che saranno soggetti a dazi, è però stato escluso il riso.

«Formalmente la motivazione di una tale scelta – spiega Greppi – è legata alla clausola di salvaguardia varata dalla Commissione europea lo scorso anno e valida per un periodo di tre anni, che però riguarda solo una tipologia, il riso Indica lavorato dalla Cambogia. Ad aggravare la situazione c’è poi il fatto che contro questa decisione pende anche un ricorso presentato dalla Cambogia, il sui esito è ancora un’incognita". La clausola di salvaguardia è stata varata dalla Commissione europea per arginare il flusso di importazioni di riso asiatico, aumentate al punto di incidere per oltre il 30% sul totale dell’import dell’Unione europea, provocando un crollo arrivato fino al 40% dei prezzi pagati ai risicoltori italiani.

Anche l’Ente Nazionale Risi, chiamando a raccolta la protesta da far arrivare a Bruxelles prima dell’adozione dell’atto, definiva "miope" la scelta di escludere il riso cambogiano dall’elenco dei prodotti gravati da dazi. "La Commissione europea con questa scelta – commenta Antonio Boselli, presidente di Confagricoltura Lombardia - non ha dato seguito alle richieste formulate unitariamente dal Governo italiano, dalle organizzazioni agricole e dalle Regioni interessate". E se l’Italia è il principale produttore di riso in Europa, su un’area di 220mila ettari con 4mila aziende agricole che raccolgono 1,40 milioni di tonnellate di riso all’anno, pari a circa il 50% dell’intera produzione europea, Pavia è la prima provincia risicola d’Europa, con oltre 80mila ettari coltivati a risaia e 1.500 aziende risicole attive. "Per tutelare il nostro riso – ribadisce il presidente di Coldiretti Pavia – è necessario che tutti i prodotti che vengono importati rispettino gli stessi criteri. Di certo il riso cambogiano, ma anche quello di Birmania e Vietnam, non hanno le stesse garanzie di qualità che riguardano l’ambiente, la salute e il lavoro".